Candidata Rettore per l’Università degli Studi di Padova

Il senso di una candidatura

Rispetto – Responsabilità – Futuro

Aggiornato al 11 giugno 2021DOCUMENTI PROGRAMMATICI

Un’ Università è composta da valori, memorie, relazioni tra persone, da investimenti, prassi e regole. È qui che si differenziano gli approcci tra chi vede questa Istituzione prevalentemente secondo criteri aziendalistici e chi vuole assicurare priorità ai doveri verso la società, e ai valori civili.

Ecco perché noi ragioniamo secondo tre cardini:
ASCOLTO di tutte le componenti dell’Università;
TRASPARENZA nei comportamenti e nelle decisioni;
INNOVAZIONE in contatto continuo con il territorio, le sue Istituzioni, il suo tessuto imprenditoriale.

Patrizia Marzaro

Patrizia Marzaro

Professore Ordinario di Diritto Amministrativo; per tre mandati Direttrice del Dipartimento di diritto pubblico, internazionale e comunitario dell’Università degli Studi di Padova (DiPIC; Coordinatrice della Consulta dei Direttori di Dipartimento; attualmente componente del Senato Accademico.
Direttrice del Master di II livello in “Diritto ed economia dei beni culturali e del paesaggio” presso la stessa Università e attualmente di Corsi di Alta Formazione di rilevanza nazionale sullo stesso tema; Presidente del Comitato ordinatore del Corso di Laurea Giurisprudenza 2.0, sede di Treviso.
Tra i numerosi incarichi esterni rivestiti, Componente dell'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e di numerose Commissioni ministeriali presso il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo (MiBACT); Coordinatrice del Tavolo tecnico Regione Veneto-MiBACT per l’elaborazione del Piano Paesaggistico della Regione Veneto; Condirettrice “Rivista giuridica di urbanistica, rivista scientifica di Fascia A.

Il mio vicario designato Giorgio Cassiani

Manifesto

IL SENSO DI UNA CANDIDATURA

Il significato dell’agire umano si manifesta nelle parole usate per descriverlo.
Le prime tra queste sono: LIBERTÀ di pensiero, di parola e di dissenso; LAICITÀ come garanzia per ognuno, e diritto di tutti, alla propria libertà di coscienza; TRASPARENZA come principio primo dell’ordinamento democratico e fattore di legittimazione delle decisioni di governo dell’Ateneo a qualsiasi livello; COMUNICAZIONE delle decisioni prese a tutte le persone coinvolte nei loro diversi ruoli e compiti sempre nel RISPETTO DELLE PERSONE E DELLE DIFFERENZE.

 

Un’Istituzione è composta non solamente da valori e memorie, e nemmeno solo da relazioni tra persone. Un’Istituzione è anche e necessariamente fatta di strutture, investimenti, prassi e regole. È qui che si differenziano gli approcci tra chi vede l’Università ormai prevalentemente secondo criteri aziendalistici e chi vuole continuare ad assicurare priorità ai doveri nei confronti della società e ai valori civili incarnati da questa alta funzione, nella consapevolezza che l’autonomia dell’UNIVERSITÀ presuppone un legame sempre più stretto tra questa, il TERRITORIO, le sue Istituzioni e il suo tessuto imprenditoriale.

 

E allora gli altri valori che vanno ribaditi sono: CONDIVISIONE delle decisioni a tutti i livelli, sempre sotto il segno dell’ASCOLTO come metodo; RESPONSABILITÀ come assunzione su di sé di compiti e cariche come oneri di cui rendere conto alla COMUNITÀ, e non solo come onori; SOSTENIBILITÀ a tutti i livelli delle scelte e delle azioni; INCLUSIVITÀ come principio fondamentale: non soltanto “nessuno resta indietro”, ma massima attenzione verso la creazione di AMBIENTI DI LAVORO E DI STUDIO che tutelino LA DIGNITÀ E IL BENESSERE DELLE PERSONE, anche attraverso un importante processo di SBUROCRATIZZAZIONE, che sollevi da inutili adempimenti e restituisca a tutti il TEMPO per il migliore svolgimento dei propri compiti.

 

Il FUTURO del nostro Paese passa attraverso le opportunità che sapremo creare per le GIOVANI GENERAZIONI, con una ricerca scientifica impegnata nel rinsaldare il legame tra tutela del pianeta e innovazione tecnologica, e con la creazione di conoscenza come bene comune della collettività.
Un’Istituzione profondamente orgogliosa della sua autonomia e delle differenze che ne costituiscono la grande ricchezza, che merita pensiero e passione. E non procedure rigide o semplici criteri produttivistici.

 

Secoli di storia di un’Istituzione universitaria vanno letti e interpretati con profondo rispetto.
E questo rispetto deve portare a dire chiaramente che, nonostante i tempi siano profondamente mutati, l’Università non può essere principalmente impegnata alla redditività di breve periodo, ma deve rimanere un’istituzione rivolta allo sviluppo della conoscenza in tutte le sue forme come bene comune.

 

Il fatto che la società cambi con la sua storia, e che esprima con il tempo sensibilità culturali e organizzative diverse, non deve far dimenticare mai un punto fondamentale. Nata in Italia nel Medioevo, e man mano adattatasi a strutture statuali e legislative diverse, l’Università moderna è due cose in una:
– il luogo dell’alta formazione delle professionalità e del sistema scientifico, tecnologico e dirigenziale di una nazione; e insieme
– la fucina del pensiero critico e creativo che pervade la cultura umana in tutti i campi del sapere.

 

Questi valori sono ben espressi dal motto dell’Università: “UNIVERSA UNIVERSIS PATAVINA LIBERTAS”, “La libertà di insegnamento, di studio e di coscienza è universale, ed è garantita a tutti coloro che fanno parte dell’Ateneo Patavino”.

IL SENSO DI UNA COMUNITA'

Solamente avendo ben presenti alcuni concetti capiremo dove stiamo andando, perché abbiamo capito chi siamo. E allora, assieme, dobbiamo riflettere secondo certe linee.

 

Iniziamo a pensare in termini di IDENTITÀ, che significa riflettere come comunità dell’Ateneo di Padova sulle nostre politiche e i nostri valori: quelle politiche e quei valori cui ispirare la nostra azione, e che vogliamo trasmettere -come lascito etico e culturale, anche se implicito- alle nostre studentesse e ai nostri studenti per il loro domani.

 

In termini di OBIETTIVI, riflettere cioè su cosa vogliamo fare per la nostra comunità professionale, scientifica, ed esistenziale.

 

In termini di AZIONI, progettando con cura l’organizzazione di tempi e procedure per il raggiungimento di quegli obiettivi.

 

In termini di METODI, e qui la riflessione è inequivoca.
I nostri metodi non possono essere altro che i METODI DEMOCRATICI NEI FATTI, E NON SOLO A PAROLE, di inclusività, confronto e valorizzazione del dissenso -perché è solo dal dissenso che nascono idee innovative, e risposte intelligenti alle sfide- ricordati prima.

 

Questi sono i soli metodi capaci di costruire una vera e coesa comunità collaborativa tra tutti coloro che vivono l’università, in cui la differenza tra le persone sia solo di esperienza e di funzioni, e non di ruoli acquisitivi, cariche o potere.
Una vera UNIVERSITAS STUDIORUM. Quella della ricerca, della didattica, del pensiero etico e critico.
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