Programma

Benessere Studentesco - Un’Università diffusa nelle città degli studenti.

Per favorire il confronto sui punti che interessano il benessere studentesco, riportiamo alcuni dati relativi all’anno accademico 2018-2019

NUMERO DI STUDENTI DISTRIBUITO PER SEDI UNIVERSITARIE

 

SEDE ISCRITTI 2018/2019
PADOVA 48010
LEGNARO 3162
VICENZA 2993
ROVIGO 1475
TREVISO 1147
CONEGLIANO 565
FELTRE 211
MESTRE 207
MONSELICE 193
PORTOGRUARO 175
MONTECCHIO PRECALCINO 165
MIRANO 124
VENEZIA 64
SANTORSO 58
CHIOGGIA 49
INTERATENEO 23
CASTELFRANCO VENETO 4
Totale complessivo 58625

 

NUMERO DI STUDENTI DISTRIBUITO PER SCUOLA E PER GENERE

 

Scuola Donne Uomini Totale Donne per 100 iscritti
Agraria e Medicina Veterinaria 1.595 2.120 3.715 42,9
Economia e Scienze politiche 3.075 2.520 5.595 55,0
Giurisprudenza 2.185 1.032 3.217 67,9
Ingegneria 2.800 10.489 13.289 21,1
Medicina e Chirurgia 5.518 3.143 8.661 63,7
Psicologia 4.259 1.280 5.539 76,9
Scienze 2.725 4.152 6.877 39,6
Scienze Umane, Sociali e del Patrimonio Culturale 8.809 2.923 11.732 75,1
Ateneo 30.966 27.659 58.625 52,8

 

SUPPORTO AL DIRITTO ALLO STUDIO

  1. Borse di studio regionali

Sono state assegnate 6.957 borse con un impegno diretto dell’Ateneo per un valore superiore ai 4 milioni di euro.

  1. Contribuzione studentesca (agevolazioni ed esoneri)

In totale sono interessati a vario titolo 38.942 studenti.

  1. Incentivi per le laure scientifiche

Vengono finanziati con fondi ministeriali variabili. In totale hanno interessato 249 studenti.

  1. Incentivi per gli studenti atleti

Si tratta di un incentivo di 1.500 euro e di agevolazioni per l’organizzazione nello studio. Interessano 62 studenti.

  1. Incentivi per merito

Sono stati assegnati attraverso il bando “1000 e una lode”

  1. Collaborazioni studentesche

Sono state accolte 2.331 domande a fronte delle 3.825 presentate.

  1. Premi di studio finanziati da esterni

Sono state bandite 18 procedure per un totale di 262.000 euro.

  1. Prestiti agli studenti

Sono state presentate 93 domande, di cui 36 accettate.

  1. Iniziative culturali promosse dagli studenti

Sono state finanziate 64 proposte per un totale di 150.000 euro.

  1. Progetti innovativi per attività didattica e di ricerca

Sono stati presentati 33 progetti; ne sono stati finanziati 21 per complessivi 203.000 euro.

AULE STUDIO

Le aule studio sono 57, con oltre 3.583 posti. Dalle indagini tra gli studenti, è emerso che il 40% ne lamenta la scarsità.

TUTORATO

Sono stati stipulati 341 contratti. I contatti ricevuti dai tutor sono stati circa 30.000.

SUPPORTO PER STUDENTI CON DISABILITA’ E DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

Per rispondere a queste esigenze sono state realizzate attività di supporto e sostegno che hanno interessato una platea di 838 studenti.

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

A Padova, la relazione tra Università e città si potrebbe definire identitaria, una simbiosi antica di ottocento anni, che non ha perduto nulla della sua forza.

Al cuore di questo legame, prima e più dell’apparato organizzativo dell’Ateneo e delle sue eccellenze scientifiche, ci sono studentesse e studenti: la giovane generazione che si sperimenta nelle relazioni sociali, fonte di crescita parallela alla crescita degli studi. Il corpo studentesco è un capitale sociale prezioso, perno della vita sociale, economica e culturale sia dell’Università, sia di Padova sia delle altre città che ne accolgono le sedi.

Per tale ragione i rapporti istituzionali tra l’Università e tutti gli altri Soggetti, pubblici e privati, che rappresentano a diverso titolo gli interessi delle comunità e dei territori (a partire dai Comuni), devono essere sempre più intensi e strutturati.  L’obiettivo è migliorare quotidianamente il benessere di studentesse e studenti e, più ampiamente, innalzare la qualità della vita e dei servizi di Padova e delle altre sedi universitarie.

 

LE AZIONI

  • È fondamentale la nomina di un Prorettore al Benessere Studentesco, con delega ad aprire tavoli istituzionali.
    Tale figura dovrà essere un riferimento primario e stabile per rappresentanze studentesche e gruppi spontanei di studentesse e studenti, i quali, in questo modo, saranno sempre più partecipi e responsabili verso Padova e gli altri luoghi del campus diffuso. In tal modo verrà assicurata anche una maggiore omogeneità della condizione studentesca in tutte le sedi dell’Ateneo, che non ricevono sempre la stessa attenzione.  

 

  • Il Prorettore al Benessere Studentesco sarà il primo interlocutore delle Istituzioni, e di tutte le realtà attive sul territorio, al fine di garantire che ogni iniziativa sia il più possibile concertata.

 

  • Vanno potenziate le strutture amministrative che si dedicano alle principali questioni relative ai bisogni di studentesse e studenti diversi da quelli didattici. Tali strutture dipenderanno direttamente dal Prorettore al Benessere Studentesco.

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

Il diritto allo studio deve innervare l’organizzazione universitaria e ispirarne le iniziative.

In questo particolare periodo, l’Università deve inoltre fare il possibile, compatibilmente con un sano bilancio d’ateneo, per alleviare i disagi di diversa natura causati a studentesse e studenti dall’emergenza sanitaria.

Il confronto in chiave di collaborazione tra le Istituzioni, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno, sarà un elemento fondamentale della politica di sostegno del diritto allo studio, in uno scenario economico e sociale profondamente segnato dall’attuale situazione emergenziale.

 

LE AZIONI

  • L’Ateneo, anche sulla base del futuro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, deve profondere il massimo impegno per rendere il diritto allo studio sempre più effettivo con tutte le misure possibili, a partire da un impegno a livello nazionale (presso la Conferenza dei Rettori delle Università italiane e le altre sedi designate) per promuovere interventi strutturali sulla contribuzione studentesca.

 

  • Va attivata un’interlocuzione istituzionale con la Regione per il finanziamento di borse di studio, rispettosa delle competenze e cooperativa.

 

  • L’esperienza studentesca va inserita a pieno titolo all’interno della fase di ingresso e inserimento dei nuovi iscritti nel contesto universitario, potenziando il ruolo di studentesse e studenti nella conoscenza dell’Ateneo, del percorso di studi e dello sviluppo del metodo di studio, secondo un approccio peer-to-peer.

 

  • A tal fine, verrà creato un sistema diffuso di micro-borse di studio a vantaggio di studentesse e studenti che siano risultati particolarmente meritevoli in alcuni esami di profitto affinché svolgano attività di tutorato in favore di coloro che incontrino difficoltà nella preparazione in quegli stessi esami.

 

  • Le misure in atto (quali: incremento delle borse di studio e loro estensione alla più ampia quota di iscritti, allargamento delle collaborazioni studentesche, ulteriore promozione dei premi di studio finanziati da esterni, ulteriore promozione dei prestiti agli studenti) al momento saranno confermate per garantire le aspettative di studentesse e studenti

 

  • Le decisioni relative alla modifica delle misure in atto e alla previsione di misure nuove saranno sempre precedute da un ampio confronto preliminare con le rappresentanze studentesche, alle quali verrà garantita interlocuzione stabile e cooperazione con il Prorettore al Benessere Studentesco.

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

Lo stile dell’Ateneo deve essere improntato sempre più all’accoglienza per migliorare il benessere studentesco e i risultati dello studio. Il fine nobile dell’istruzione è quello di promuovere le diverse attitudini secondo l’idea che ogni persona è dotata di un talento diverso, e nessun talento è meno degno di altri.

È altresì fondamentale l’ascolto continuo di studentesse e studenti, anzitutto attraverso le rappresentanze studentesche ma anche sfruttando ogni opportunità informale.

 

LE AZIONI

  • Le rappresentanze studentesche meritano una valorizzazione grazie a misure che ne rendano più efficace l’azione negli organi collegiali. Occorre altresì garantire loro un’informazione sempre più piena e trasparente.

 

  • Occorrono maggiori occasioni di incontro, confronto e raccordo tra studentesse e studenti della sede di Padova e studentesse e studenti delle altre sedi.

 

  • L’Università deve seguire con attenzione studentesse e studenti con difficoltà nello studio attraverso i Servizi di Tutorato ( Didattica, Il Patto formativo tra docenti e studenti) e, qualora sia necessario, potenziando il ricorso al Centro di Ateneo dei Servizi Clinici Universitari Psicologici – SCUP (sulla base di accordi strutturali tra le Scuole e quest’ultimo) e sostenendo i Servizi d’Ateneo per la disabilità e l’inclusione.

 

  • Occorre valutare l’efficacia del Progetto Drop-out ed eventualmente potenziarlo.

 

  • Le Sedi Universitarie devono favorire l’accoglienza nella quotidianità.
    Bastano solo piccoli gesti di attenzione rivolti al quotidiano della vita studentesca (zone dove consumare in modo confortevole i pasti portati da casa, dotate di una minima attrezzatura per riscaldarli in sicurezza; spazi dedicati alla libera attività culturale e artistica, individuale e di gruppo, o all’attività sportiva).

 

  • È necessario innalzare la qualità di ogni ambiente universitario (ad esempio aumentando il numero di rastrelliere per le biciclette e migliorando il confort e l’igiene di locali e servizi).

 

  • Serve aumentare la disponibilità di aule studio a Padova e nelle altre sedi dell’Università.
    A Padova esistono spazi che si possono recuperare nei quartieri (specialmente lungo la linea del tram) in cooperazione con il Comune o altre realtà associative. Luoghi e spazi adeguati devono essere individuati anche nelle altre sedi universitarie.Ciò costituirebbe anche un positivo elemento di riqualificazione sociale e di animazione del territorio.

 

  • Occorre che le aule studio pratichino aperture più lunghe e che siano fruibili anche nel fine settimana.Le relative strutture devono essere meglio mantenute, dotate di spazi dedicati per lo studio in proprio e in team e sistemi WI-FI efficienti.In questo modo studentesse e studenti troverebbero un’aula prossima al luogo in cui risiedono dove poter studiare anche alla sera, come spesso esige il ritmo serrato delle sessioni d’esame.

 

  • È necessario incrementare l’offerta delle mense.

 

  • Sulla scia di attuali e riuscite esperienze nell’ambito dei trasporti (quali Goodbike e Night Bus) si devono potenziare il bike sharing e i trasporti notturni. Vanno inoltre utilizzati al massimo grado e nel modo più efficace gli attuali contributi straordinari e le attuali convenzioni agevolate per i trasporti pubblici urbani ed extraurbani.

 

  • Allo stesso modo va potenziata la rete di piste ciclabili (anche realizzando un collegamento tra Padova ed Agripolis).

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

Alloggi, residenze e collegi universitari sono infrastrutture fondamentali per il buon funzionamento di un’università che voglia fare sempre più sistema con le città e che voglia innalzare la sua attrattività nazionale ed internazionale.

 

LE AZIONI

  • La costituzione di una Rete Alloggi, a prezzi accessibili e convenzionati, a Padova e negli altri luoghi sedi dell’Università, rappresenta un bisogno ormai improcrastinabile per studentesse e studenti.
    Tale Rete va creata sulla base di accordi istituzionali (innanzitutto con i Comuni), anche sfruttando le risorse finanziarie rese disponibili dalle istituzioni territoriali, nazionali ed europee (a partire da quelle del futuro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

 

  • Residenze e collegi universitari costituiscono uno dei modi di vivere l’Università e rappresentano allo stesso tempo uno spazio di studio, di attività culturale e di intreccio tra saperi.
    È opportuno a questo proposito attivare nuove convenzioni e perfezionare quelle esistenti, anche per fornire adeguati luoghi di accoglienza per studenti e ospiti stranieri.

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

L’integrazione tra cittadinanza urbana e cittadinanza studentesca deve ispirare ogni iniziativa non strettamente didattica rivolta a studentesse e studenti, i quali devono esserne sempre più protagonisti. È fondamentale un atteggiamento aperto e di ascolto continuo, pronto ad intercettare le domande e gli interessi che l’attualità sollecita nei giovani.

 

LE AZIONI

  • A Padova, arte e istituzioni cittadine coabitano da sempre nello spazio urbano.
    È una coabitazione che ha dato prova di sé anche durante la crisi sanitaria, mostrando creatività dal punto di vista sociale. Basti pensare all’intreccio tra Street Art (Padova ne è un centro riconosciuto), Istituzioni e finalità benefiche realizzato dal progetto “Segni della strada”, nato da streetartist padovani in collaborazione con il Centro Servizio Volontariato, il Comune e la Diocesi.
    Quella dell’arte pubblica è una via che l’Ateneo deve percorrere con convinzione e spirito di partecipazione, come segno ulteriore del legame con la città.
    L’Università di Padova ha una storia di mecenatismo alle spalle che deve svilupparsi in forme sempre nuove, a vocazione nazionale e internazionale, che facciano dell’Ateneo un crocevia tra storia e futuro e un luogo fisico e simbolico di mostre e concorsi artistici (vd. Terza Missione, Università e arte urbana).
    Le sedi dell’Università di Padova caratterizzano il territorio urbano per la rilevanza architettonica ma anche per il pregio degli interventi artistici che le completano: significativa presenza di arte pubblica che integra l’habitat cittadino.
    La sfida è proporre operazioni di rilievo, coinvolgendo necessariamente artisti e tendenze sempre nuovi e all’altezza. A tal fine, è fondamentale ascoltare il contributo di studentesse e studenti, il “mondo giovane” dell’Università.

 

  • Il patrimonio artistico e culturale di Padova e di tutte le città sedi universitarie deve essere fruibile con la massima facilità da parte di studentesse e studenti. Le agevolazioni per l’accesso a musei, teatri e cinema devono essere potenziate nella misura massima consentita.

 

  • Studentesse e studenti possono inoltre essere coinvolti nelle attività volte a garantire la fruizione più ampia possibile degli spazi museali da parte della cittadinanza.

 

  • Le iniziative di studentesse e studenti devono diventare sempre più anche iniziative di ricerca, innovazione e sviluppo, da incentivare con premialità competitive.

 

  • Il Centro Universitario Sportivo di Padova già svolge un eccellente servizio. Per incrementare l’osmosi tra Università e città, agli impianti del CUS può affiancarsi l’uso degli spazi adibiti ad attività sportive presenti nei quartieri, che vanno valorizzati attraverso la stipula di apposite convenzioni.
    Analoghe convenzioni devono essere attivate anche nelle altre città che sono sede universitaria.

 

  • L’Università deve favorire in modo particolare progetti studenteschi inclusivi (di ogni diversità e di ogni diversa abilità, ex Bando “Mille lire”) e anche i rapporti con il mondo del volontariato (Padova è stata la capitale europea del volontariato 2020).

Inclusione e volontariato vanno pensati e incentivati non solo in favore dei bisogni di studentesse e studenti, ma anche in favore delle città. Anche in questo, il corpo studentesco può rivelarsi il portatore di un inestimabile capitale sociale.