Programma

DIDATTICA PLURALE, RESPONSABILE E INTERDISCIPLINARE

I risultati ottenuti dal nostro Ateneo nella valutazione AVA e nel corso dell’emergenza sanitaria sono stati – e sono – importanti e di indubbio valore, grazie allo straordinario impegno di tutti noi nello svolgere i propri compiti e nel garantire la continuità dell’erogazione di un servizio chiave come la didattica. Mai come in questo periodo si è parlato e discusso di didattica: un segnale molto positivo e una pratica da non disperdere. Ora è il tempo di riflettere sui risultati raggiunti, di pensare al futuro della didattica in condizioni di ordinarietà, a come ricostruirla per farla rinascere.

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

 

  • Recuperare e valorizzare gli spazi di autonomia dell’Università nella gestione della didattica, rendendoli flessibili e adeguandoli alle specificità delle aree che compongono un’Università complessa e plurale nella quale ad oggi (a.a. 2019-20 rapporto NDV) sono presenti 182 Corsi di Laurea.
  • Restituire al docente anche il tempo della ricerca, per assicurare la migliore qualità della didattica fondata sull’esperienza originale di un contenuto scientifico e culturale.
  • Promuovere e tutelare il pluralismo dei modelli didattici, contro ogni forma di omologazione metodologica degli insegnamenti, per valorizzare le differenze disciplinari e lo stile didattico di ogni Docente.
  • Considerare l’uso degli strumenti tecnologici nella didattica come una scelta libera e responsabile del docente per realizzare gli scopi legati al proprio insegnamento e alle specificità dei bisogni formativi della popolazione studentesca, e un’opportunità aggiuntiva e non sostitutiva.

 

LE AZIONI

 

  • Definire gli spazi di autonomia, nel rispetto dei vincoli imposti da fonti superiori (ANVUR, MUR…), rivedendo i regolamenti e i documenti di Ateneo sulla gestione della didattica, in modo da garantire procedure ragionevoli e razionali, che assicurino chiarezza e certezza dei compiti degli organi e degli uffici coinvolti, eliminando inutili duplicazioni e adempimenti farraginosi.
  • Rivedere il Regolamento sui compiti didattici dei Professori e Ricercatori, e, nel rispetto degli obblighi didattici e della sostenibilità dei corsi, introdurre maggiore flessibilità sulle modalità di copertura dei carichi didattici, in ragione delle specificità delle varie aree interessate, valorizzando la didattica nei Corsi di Dottorato e nelle Scuole di Specializzazione, nei Tirocini, e considerando gli incarichi di responsabilità gestionale o di ricerca (come da legge Gelmini).
  • Ridurre il numero massimo di ore di didattica che può essere svolto dagli RTDA per assicurare loro lo svolgimento dei compiti primari di ricerca (60 ore con una flessibilità del 20%), eventualmente rivedendo anche il peso da riconoscere allo svolgimento della didattica nelle procedure di concorso a RTDB. I ricercatori di tipo A sono figure create dalla legge Gelmini per essere avviate allo svolgimento universitario della ricerca e non per assicurare la sostenibilità di corsi di laurea attivati senza coperture adeguate.
  • Rendere semplici e immediati gli adempimenti burocratici richiesti ai docenti nello svolgimento della didattica (attualmente esiste una varietà di siti/piattaforme diversi che non interagiscono fra di loro: Moodle, Syllabus, Uniweb, Portale Studenti, Prenotazione Spazi, Posta di Ateneo) ( D) La gestione amministrativa del quotidiano, Cruscotto didattico).

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

 

  • Porre al centro del rapporto didattico la relazione formativa tra Studenti e Docenti e il rapporto virtuoso e dinamico tra saperi e ricerca.
  • Riconoscere gli studenti e le studentesse non come “utenti” o “fruitori di servizi” ma come persone che interagiscono col docente, protagonisti del loro processo formativo. Ai fini del successo formativo va stretto con loro un nuovo patto, coinvolgendoli attivamente e in prima persona nel processo di apprendimento e di ricostruzione continua delle conoscenze, senza considerarli semplici recettori passivi di informazioni, destinate a consumarsi rapidamente. Oggi uno dei compiti fondamentali della preparazione universitaria è quello di formare la capacità di anticipare i cambiamenti, anziché rincorrerli fornendo competenze di corto respiro destinate a rapida obsolescenza.
  • Il sapere non può essere costruito solo in ragione delle esigenze di un mercato del lavoro in continua trasformazione, ma deve riservarsi una prospettiva temporalmente svincolata dalla sua utilità immediata, perché in questo modo offre agli studenti e alle studentesse un percorso formativo in grado di generare capacità critiche di più lunga portata, che possano orientarli dinanzi ai cambiamenti di scenario e di contesto, con solidità e capacità intelligente di giudizio, di soluzione dei problemi, e individuazione di quelli emergenti.
  • Orientare e raccordare ogni processo di cambiamento e di miglioramento della didattica con gli Assi Strategici delineati dal Next Generation EU e relativa implementazione nel Piano Nazionale di Ricerca e Resilienza, in particolare con la missione dedicata all’istruzione (e alla ricerca), in termini di: potenziamento delle competenze STEM, delle competenze multidisciplinari in prospettiva internazionale, e promuovendo conoscenze digitali e una cultura dell’innovazione che sia plurale, originale e sensibile alle differenze disciplinari.
  • Ogni iniziativa di sostegno e di ampliamento del diritto allo studio sarà parimenti assunta come prioritaria.

 

 

LE AZIONI

 

  • Potenziare il lavoro dei GAV e delle Commissioni Paritetiche come luoghi di ascolto, di dialogo e di collaborazione, per un continuo miglioramento dell’organizzazione e dello svolgimento della didattica, a partire dalla centralità delle relazioni docenti-studenti.
  • Valorizzare le funzioni dei Tutor presenti in ogni Corso di Studio, come supporto e accompagnamento per gli studenti che hanno particolari esigenze di accoglienza, o che per motivi di lavoro non possano frequentare con regolarità, o per gli studenti internazionali, anche con funzioni di assistenza nelle pratiche amministrative, utilizzando gli strumenti della didattica e comunicazione online.
  • Inquadrare in modo più efficace la figura del Tutor all’interno dello specifico Corso di Laurea e delle sue politiche didattiche, nel rispetto dell’autonomia di ciascun insegnamento.
  • Assicurare il continuo miglioramento e adeguamento degli spazi e delle dotazioni per la didattica
  • Riportare il Syllabus alla sua funzione primaria e indispensabile di strumento informativo che non veicoli implicitamente indirizzi didattici ritenuti preferenziali. Esso deve illustrare in dettaglio agli studenti tutti gli elementi caratterizzanti l’insegnamento, dalle finalità, ai contenuti, alle modalità d’esame, alla bibliografia di riferimento e sarà rivisto sulla base di AVA3, espungendo i riferimenti che non appaiono strettamente funzionali all’esercizio dell’attività didattica del docente, sempre mantenendo fermi gli obiettivi espressi in termini di descrittori di Dublino,
  • Rivedere il Questionario sull’opinione degli studenti riguardo alle attività didattiche, assicurandone anzitutto l’imparzialità ed evitando che esso determini implicitamente degli indicatori di qualità non condivisi, che influenzino le condotte didattiche, uniformandole.
  • Rivedere il Questionario sull’opinione degli studenti, nel quadro generale dei vincoli e degli aspetti procedurali che saranno determinati da ANVUR nel nuovo modello di rilevazione delle opinioni degli studenti, tenendo conto, per quanto possibile, di tutte le differenti modalità di svolgimento della didattica (laboratori, esercitazioni, tesi, esami…). Nella valutazione complessiva dei docenti rientrano anche aspetti quali logistica e orari che non sono rimessi al loro controllo (e a volte sono imposti alle strutture) e che andrebbero tenuti separati.
  • Si ricorda che la funzione specifica del questionario è duplice: a) coinvolgere responsabilmente gli studenti e le studentesse nella valutazione e nel miglioramento della didattica; b) permettere ai Corsi di laurea di identificare la sussistenza, e, nei limiti del possibile, le cause delle eventuali criticità su cui intervenire. Con riferimento ad entrambi gli obiettivi appare fondamentale distinguere le varie problematiche per individuarle e affrontarle al meglio.

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

 

  • Forma ‘naturale’ della didattica è quella in presenza, che assicura crescita continua di studentesse e studenti nella capacità critica e nel confronto con il docente e i loro compagni e nella cittadinanza attiva. La frequenza alle lezioni costituisce un valore aggiunto irrinunciabile per studenti, studentesse e docenti, è occasione importante di crescita continua per entrambi e consente alla popolazione studentesca di vivere la socialità e gli scambi culturali propri di una città universitaria, tradizionalmente predisposta ad accoglierli, con le sue sedi storiche identitarie, le proposte culturali e gli abituali luoghi di incontro, a fronte del pericolo regressivo di isolamento e progressiva chiusura, indotti da una frequenza solo a distanza. L’esperienza della pandemia ci ha consentito di capire le potenzialità della didattica on line, ma ne ha fatto emergere anche i limiti. Una volta che sarà superata la crisi sanitaria provocata dal Coronavirus, si dovrà abbandonare la logica emergenziale sperimentata nei mesi passati. Il ritorno alla normalità significherà in primo luogo il ritorno a quell’ordinarietà della vita accademica, che ne costituisce l’essenza, basata sull’incontro vivo e sullo scambio reciproco tra studenti e docenti nelle aule, nelle biblioteche, nei laboratori, nelle corsie di ospedale …
  • Considerare la tecnologia nella didattica non un fine ma un mezzo per raggiungere gli scopi formativi e di apprendimento. Innovazione nella didattica è ricerca e sperimentazione dei più diversi mezzi, anche non tecnologici, finalizzati ad una comprensione esperienziale e concettuale del sapere, assicurando sempre l’interazione con la realtà.
  • La formazione alla didattica innovativa dei docenti in ingresso e in servizio deve essere libera e rispettosa delle differenze disciplinari. Essa pone al centro i contenuti oggetto dell’insegnamento e non metodologie a carattere generale. Vanno considerati e valorizzati come spazi opportuni per una discussione e un confronto sulla didattica innovativa i consigli di corso di studio e la commissione paritetica.

 

LE AZIONI

1.       didattica in presenza e didattica online: non o/o ma e/e:

a)       didattica in presenza: dovrà rimanere la forma di didattica prevalente. Oltre a garantire la partecipazione attiva alle lezioni e l’interazione del docente con gli studenti e fra gli studenti, permette anche la frequenza alle molteplici attività hands on (laboratori, modellistica, simulazioni, prototipazione) che prevedono la presenza di un esercitatore. Vanno garantiti spazi adeguati e funzionali per ogni esigenza dei docenti e degli studenti. Strategico sarà a tal fine un piano, concordato con le Strutture interessate, per migliorare spazi e funzionalità.

b)       didattica on line: va pianificata con attenzione perché richiede di riprogettare l’approccio formativo e di conoscere le modalità più adeguate per utilizzare al meglio i diversi strumenti digitali. Essa sarà tanto più efficace quanto più verrà considerata non in opposizione alla didattica in presenza ma come sua possibile integrazione (non o/o ma e/e). La didattica on line può essere erogata come:

i.    didattica on line sincrona: va utilizzata per lezioni live guidate con livelli di interazione e collaborazione diversi da quelli della didattica d’aula. È efficace per creare gruppi di lavoro (es. breakout rooms in Zoom) considerate le difficoltà di farlo nelle nostre aule tradizionali, partecipare ad eventi live, sostenere esami e prove intermedie;

ii.    didattica on line asincrona: permette uno studio autonomo su lezioni teoriche pre-registrate e altro materiale messo a disposizione dal docente. I MOOCs (massive open online courses) risultano particolarmente utili per la preparazione di esami di ammissione (vedi orientamento) o recupero di OFA (obblighi formativi aggiuntivi). Essa richiede investimenti e professionalità specifici, per ciò che riguarda la strutturazione delle lezioni, i materiali di supporto e il montaggio audio-video.

c)       didattica duale: prevede la presenza di aule attrezzate con sistemi audio-video integrati per creare una comunità unica che permetta di mettere in condizioni simili studenti in presenza e a distanza (aule “estese”). Essa richiede una riflessione approfondita tenendo conto della problematicità e delle criticità emerse nel primo semestre di quest’anno accademico a Padova.

 

2.       L’esperienza della didattica online potrebbe essere utilizzata, in casi particolari e specifici, per soddisfare esigenze primarie della persona di conciliazione vita-lavoro e di inclusione:

a)    poiché l’accesso alla carriera di RTDA segna anche il momento in cui inizia ad alterarsi in modo significativo l’equilibrio di genere, migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, prevedendo che, compatibilmente con l’organizzazione del Corso di laurea, nei primi tre anni di vita dei figli, il ricercatore o la ricercatrice possano chiedere di svolgere la didattica in modalità online. Questa misura mira a conciliare gli impegni nel ‘fare famiglia’ e ‘fare carriera’. (Una volta sperimentata dal punto di vista organizzativo, questa possibilità potrà essere estesa gradualmente a tutto il personale docente, a partire dagli RTDB).

b)    corsi online tenuti dal personale docente, nel caso di necessità debitamente certificata di assistere congiunti con gravi disabilità o non autosufficienti, per la migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, compatibilmente con l’organizzazione del corso di laurea;

c)      corsi online tenuti dal personale docente in caso di periodo di ricerca all’estero, compatibilmente con l’organizzazione del corso di laurea, come ulteriore strumento per promuovere la mobilità dei docenti;

d)      modalità particolari e concordate di svolgimento della didattica per garantire il diritto allo studio nel caso di studenti o studentesse con disabilità o altri gravi documentati motivi, con l’assistenza del Servizio inclusione e disabilità;

e)      uso sistematico e diffuso della piattaforma Moodle come supporto dedicato espressamente agli studenti non frequentanti per condividere materiali didattici messi a disposizione dal docente, come affiancamento nella preparazione dell’esame.

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

 

  • Individuare una strategia complessiva di Ateneo nell’attivazione dei nuovi Corsi di Laurea nel segno di un effettivo dialogo interdisciplinare, instaurando anche un’interlocuzione proficua con i portatori di interesse, quanto all’individuazione degli obiettivi formativi, per fare del nostro Ateneo un riferimento a livello nazionale e internazionale. L’interdisciplinarietà non deve ridursi ad una ripartizione di crediti tra materie appartenenti a settori diversi, ma deve risultare una reale integrazione e contaminazione dei saperi, ispirata all’inclusività e alla valorizzazione delle differenze tra le aree scientifiche presenti in Ateneo e deve agire al tempo stesso come occasione virtuosa di apertura di nuove linee di ricerca altrettanto interdisciplinari. È compito primario dell’Università saper interpretare la realtà futura anticipandone i bisogni, instaurando un’interlocuzione ed un confronto particolarmente incisivi con gli stakeholders e creando percorsi innovativi interdisciplinari che rappresentino il punto di incontro tra i saperi dell’Ateneo e i bisogni del territorio e della società, e ai quali dovranno essere assicurate risorse adeguate.
  • Vanno evitate sovrapposizioni o interferenze dei nuovi corsi nei confronti dei corsi già esistenti.

 

LE AZIONI

 

  • Creare un database dei saperi di Ateneo che li metta in relazione tra loro, a servizio di didattica, ricerca e terza missione (vd. Ricerca).
  • Rendere più flessibili le regole sulla mutuazione degli insegnamenti prestando attenzione alla diversità dei risultati formativi da raggiungere nei diversi Corsi di laurea (attualmente non si possono mutuare, aggiungendo crediti, gli insegnamenti che abbiano un numero di crediti inferiore, o insegnamenti dalle triennali nelle magistrali).
  • Assicurare un’efficace comunicazione dell’offerta formativa, creando uno specifico servizio di Ateneo come struttura di riferimento e collaborazione con i Dipartimenti, e collocare su un’unica pagina web/social le informazioni relative a ciascun corso di laurea, attualmente disperse in una pluralità di pagine web (pagine di Ateneo, pagine dei singoli Corsi e Scuole, pagine dei Dipartimenti).
  • Attivare Corsi di laurea in modalità online: possono essere previsti per particolari situazioni, quali Corsi di laurea rivolti a studenti lavoratori, oppure i corsi per i 24 CFU per gli insegnanti o Corsi di laurea destinati a studenti internazionali. In questi casi il Corso dovrà essere costruito in ragione dell’uso di questi strumenti e di questi specifici destinatari.
  • Sostenere la costituzione e partecipare alla progettazione di percorsi formativi nell’ambito degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), considerato il ruolo loro riconosciuto nel PNRR Next Generation Italia e ribadito nell’attuale programma di governo e la loro funzione centrale nella formazione terziaria professionalizzante, prevedendo un eventuale riconoscimento crediti al momento dell’iscrizione ai corsi di laurea (secondo le linee guida MUR in fase di elaborazione).

I PRINCIPI E LE DIREZIONI

 

  • Valorizzare il lavoro del personale tecnico-amministrativo (PTA) impegnato nella gestione dei corsi, assicurando chiarezza dei compiti, certezza nella ripartizione delle competenze e riconoscimento dell’impegno e delle professionalità.
  • Sburocratizzare la gestione dei corsi di laurea, in funzione di efficienza ed efficacia dell’azione didattica, attraverso una ragionevole ed effettiva semplificazione delle procedure.
  • Rispettare e valorizzare il ruolo del Presidente del Consiglio di Corso di Studio, assicurando maggiore equilibrio nei rapporti tra il Consiglio, il Dipartimento di riferimento, la Scuola e gli altri organi, tenendo in considerazione le specificità delle diverse realtà didattiche.
  • Rendere i Consigli di Corso di Studio anche dei luoghi dove ci si confronta sulla didattica e sul rapporto didattica-ricerca e si discute con gli studenti, e non solo occasioni di smaltimento di pratiche burocratiche.
  • Salvaguardare le specificità delle singole Scuole, perseguendo un’adeguata flessibilità e l’efficacia nei rapporti con gli altri organi della didattica.

 

LE AZIONI

 

  • Liberare tutti gli attori della didattica – dal Presidente del Corso di Studi, al personale tecnico amministrativo preposto agli uffici, ai docenti, alle Scuole – dagli irragionevoli eccessi burocratici, riducendo gli adempimenti allo stretto indispensabile e trasformandoli in strumenti utili di lavoro, impartendo anche direttive chiare sui compiti dei dipartimenti, delle Scuole e dei Consigli di Corso di Studio.
  • L’eccesso delle procedure e delle regolamentazioni è molto spesso la risposta alle difficoltà della gestione quotidiana che non ricevono soluzioni chiare dagli organi di governo. Una semplificazione efficiente e virtuosa è quella che anzitutto conosce i problemi, attraverso il metodo dell’ascolto e del confronto con gli operatori e con i destinatari delle procedure, quindi elimina gli oneri burocratici superflui e stabilisce le regole più snelle e razionali possibili per dare certezza e al tempo stesso assicurare stabilità e tempestività dei risultati. Semplificazione non è rincorrere volta per volta il problema per cercare di risolverlo, o rovesciarlo su un operatore, disinteressandosi delle oggettive difficoltà in cui si viene a trovare.
  • Riconoscere il ruolo del Presidente del Consiglio di Corso di Studio, valorizzandone il ruolo di interlocutore nei confronti del dipartimento di riferimento e degli altri dipartimenti coinvolti, nello spirito di collaborazione e di assunzione da parte di ciascuno delle proprie responsabilità, motivando sempre eventuali decisioni che si discostino dalle delibere del Consiglio. Rendere partecipi i Presidenti delle scelte di Ateneo inerenti la Didattica.
  • Riconoscere ai Presidenti dei Consigli un bonus annuale in ragione del ruolo ricoperto e la possibilità di chiedere una riduzione del carico didattico.

I PRINCIPI E LE DIREZIONI

 

Dopo il conseguimento dell’Accreditamento a seguito della visita delle CEV – ANVUR, è stato evidente come tale risultato sia stato raggiunto grazie ad un lavoro corale di tutte le componenti dell’Ateneo.

Allo stesso tempo è anche emerso il “costo” di questo impegno e di questo enorme lavoro: per consolidare questi risultati e mantenere forte la motivazione di tutte le componenti dell’Ateneo è necessario ed urgente intervenire per mitigare l’onere degli adempimenti, in un’ottica di piena consapevolezza del proprio ruolo.

Il miglioramento organizzativo passa attraverso:

  • comunicazioni coerenti ed essenziali
  • un più efficace coordinamento tra gli uffici
  • accesso ai dati in modo agile
  • offerta di servizi di supporto, non trasferimento di oneri e adempimenti.

La numerosità degli adempimenti e la loro complessità ricadono sulle diverse componenti del personale (Docenti, Presidenti di CCS, Direttori di Corsi Post Lauream, Studenti, Personale tecnico-amministrativo): occorrono degli strumenti “agili” che restituiscano ad ogni categoria il tempo per svolgere al meglio i propri compiti. Semplificare e ridurre gli adempimenti a quelli strettamente necessari rappresenta anche un fattore di quel benessere organizzativo che costituisce un elemento fondamentale per il raggiungimento dei risultati da parte di tutte le componenti di Ateneo.

 

LE AZIONI

GLI STRUMENTI PER RENDERE “SOSTENIBILE” IL QUOTIDIANO

L’attrattività dei corsi di laurea (anche internazionali) dipende anche dal livello dei servizi che si è in grado di offrire agli studenti.
La risposta alle necessità delle diverse componenti passa da uno stesso filo conduttore: ridurre ambiguità e complessità dei flussi operativi e degli adempimenti.
L’Area Didattica e Servizi agli Studenti dovrà operare in un’ottica di «servizi & strumenti» che consenta di diminuire il carico degli adempimenti, istituendo una funzione di coordinamento trasversale dei servizi didattici, finalizzata a:

  • ottimizzare i flussi operativi tra gli Uffici dell’Area;
  • dare supporto ai diversi utenti (Docenti, Presidenti di CCS, Direttori di Corsi Post Lauream, Studenti, Personale tecnico-amministrativo).

Questo può avvenire anche con la predisposizione di un CRUSCOTTO DELLA DIDATTICA E DEI SERVIZI PER LA DIDATTICA, vale a dire un’unica interfaccia che consenta di accedere alle diverse piattaforme e pagine web, e rapidamente ai dati (della carriera, degli esami da verbalizzare, del numero di studenti iscritti al proprio corso) con il fine di rendere semplici e rapidi gli adempimenti grazie a:

  • accesso alle informazioni e al supporto agli adempimenti in un’unica interfaccia senza dover accedere a diverse piattaforme e link;
  • accesso snello ai dati (della carriera, degli esami da verbalizzare, del numero di studenti iscritti al proprio corso), senza dovere fare richieste o ticket;
  • accesso ad un’agenda delle scadenze correlate alla didattica e agli adempimenti per tutti i livelli di utenza;
  • supporto trasversale dai diversi Uffici dell’Area (o anche di diverse Aree) con una sola richiesta;
  • disponibilità di un operatore in chat per richieste e risposte in “tempo reale”.

(vedi capitolo Internazionalizzazione di prossima pubblicazione)

Attualmente presso la nostra Università sono attivi 78 Master di I e II livello, in larga parte nei settori di Salute, Ambiente e Territorio (47 in tutto). Si tratta quindi nel complesso di un numero piuttosto ridotto, specialmente nelle aree diverse da quella medica, che appare del tutto inadeguato rispetto alle potenzialità del settore. Una adeguata operazione di analisi delle esigenze delle vaste realtà produttive e professionali del Nord-Est (e oltre) può facilmente portare a concepire decine di nuovi Master di I e II livello con ampia disponibilità delle aziende in termini di stage, o di partecipazione dei dipendenti. Lo stesso si può dire per i Corsi di Alta formazione e i cosiddetti Corsi a catalogo che vanno a coprire una gamma molto ampia di esigenze formative provenienti dal territorio

I PRINCÌPI E LE DIREZIONI

 

  • Utilizzare in modo proficuo i Corsi post lauream quali veicoli strutturali e permanenti di interazione con le attività produttive, il territorio, gli studenti lavoratori in quanto:
    1. veicoli di formazione continua post-lauream, indirizzati all’aggiornamento professionale di categorie di lavoratori altamente qualificati, spesso sulla base di accordi con il loro datore di lavoro (aziende, realtà professionali o del terzo settore, enti pubblici);
    2. veicoli di avvio al mondo del lavoro per laureati appena usciti dalla laurea triennale o magistrale, e che necessitano di una formazione specifica (diversa dal dottorato), oltre che di contatti con le realtà lavorative tramite attività di stage presso aziende.
  • Individuare e anticipare i bisogni formativi e di crescita professionale provenienti dai diversi settori pubblici, produttivi e sociali, del territorio e in proiezione nazionale e internazionale.
  • Progettare una politica di sviluppo di Ateneo dell’offerta formativa post-lauream, in grado di darle coerenza e un indirizzo comune, che sia riconoscibile all’esterno nella sua specificità e originalità, e conforme anche alla struttura sociale, economica e produttiva del territorio.
  • Espandere l’offerta formativa post lauream interdisciplinare ed inter-dipartimentale in grado di generare un dialogo inedito tra saperi diversi capace di formare nuove e aggiornate competenze di livello dirigenziale.
  • Valorizzare la ricaduta della formazione post-lauream sul Pillar II (The Global Challenges and European Industrial Competiveness) e sul Pillar III (The Innovative Europe) di Horizon Europe, entrambi i quali richiedono una stretta relazione con le realtà produttive e professionali, e specialmente quelle legate ai settori maggiormente innovativi.
  • Rappresentare uno strumento di attrazione di risorse dall’esterno, destinate alla motivazione dei docenti e del personale tecnico amministrativo coinvolti nella gestione dei Corsi e/o ad alimentare l’attività di ricerca ed il funzionamento dell’amministrazione.

 

LE AZIONI

 

  • Rendere i Corsi post lauream attrattivi per il mondo delle professioni e delle imprese, con una vasta ricaduta in termini di collaborazioni e sinergie, con risvolti economici importanti, utilizzando la Fondazione Academy come struttura di collegamento e di comunicazione con il territorio per intercettarne i bisogni di formazione.
  • Creare una classe di figure professionali “fidelizzate” ad UNIPD e che in questa riconoscono un punto di riferimento per la loro formazione permanente e la loro vita lavorativa futura, con ricadute importanti in termini di volano di collaborazioni e scambio di esperienze.
  • Svolgere una oggettiva funzione sociale di effettiva introduzione al mondo del lavoro per i neo-laureati, anche provenienti da altri atenei.
  • Aggiornare il Regolamento dei Master, dei Corsi di Perfezionamento e di Alta Formazione per semplificare e snellire le procedure di attivazione, selezione e gestione.
  • Rafforzare la struttura amministrativa centrale e il suo coordinamento con i dipartimenti a supporto dell’attività di elaborazione dell’offerta formativa post lauream.
  • Ampliare l’offerta di formazione post lauream attraverso la predisposizione di Corsi online, che durante l’esperienza della pandemia si sono dimostrati particolarmente apprezzati in determinati ambiti professionali.

(vedi capitolo Ricerca di prossima pubblicazione)