Programma

IL DOTTORATO di RICERCA

(A) L’ORGANIZZAZIONE

Sono attivi presso l’Ateneo 40 corsi di Dottorato. Il numero di domande di ammissione è aumentato di quasi il 70% (68,77%) nel corso degli ultimi 4 anni: 2392 nel 33mo ciclo (2017), 2718 nel 34mo ciclo (2018),  3409 nel  35mo ciclo (2019), 4037 nel 36mo ciclo (2020). Contestualmente, il numero di iscritti è stato, negli stessi 4 anni, 452, 471, 506, 539. Di questi, attorno al  65% proviene dall’Ateneo, attorno al 20% da altri atenei italiani e attorno al 15% da atenei stranieri. Sono circa 1400 complessivamente gli iscritti in un anno accademico. Nello scorso anno accademico, circa 50% delle borse bandite erano di Ateneo e il restante 50% finanziate da altri enti (inclusa la fondazione Cariparo).

L’organizzazione dei dottorati dell’Università di Padova ha come principio guida l’attenzione al patrimonio rappresentato dai giovani ricercatori in formazione. I dottorandi sono parte essenziale della comunità accademica e la cura nei loro confronti si concretizza anche in una organizzazione efficiente.

 

  • Va valorizzato il ruolo del Coordinatore di Corso di Dottorato, della Consulta dei Coordinatori e della relativa Giunta, assicurando ascolto e collaborazione presso gli organi di Ateneo.
  • È prevista una Delega specifica al dottorato, separata dalle altre deleghe al post-lauream. Il Delegato al Dottorato si confronterà con la Consulta dei Coordinatori dei Corsi di Dottorato e con la relativa Giunta nella definizione delle linee di sviluppo tematico, nella progettazione delle attività formative e nella formulazione e applicazione dei criteri per la ripartizione delle risorse.
  • Regolamenti, linee guida e procedure dovranno essere esaminati in confronto con la Consulta dei Coordinatori, quanto alla loro efficacia e razionalità, ed eventualmente rivisti. Le disposizioni dovranno essere chiare, condivise, e, naturalmente, rispettate. Dovranno inoltre assicurare la massima flessibilità possibile e la migliore gestione qualitativa del dottorato.
  • Diverse aree di attività del dottorato potranno giovarsi di un maggiore raccordo con analoghe attività presenti in Ateneo relativamente a Didattica e Ricerca: in particolare, orientamento, `career service’, attività internazionali, supporto psicologico. Tali attività dovranno essere fruibili sia in lingua italiana sia in lingua inglese.
  • È necessario porre la massima attenzione a una comunicazione attenta ed efficace (in italiano e in inglese) con potenziali dottorandi, dottorandi in corso e alumni. Ciò richiede che le diverse azioni siano accompagnate da una  riprogettazione della pagina web di Ateneo dedicata al dottorato.
  • Gli Uffici Amministrativi che seguono il Dottorato devono essere messi in grado di svolgere al meglio i propri compiti, con adeguata professionalità (è imprescindibile la capacità di relazionarsi e di assistere studenti internazionali). Ciò ha impatto immediato sulla capacità di attrazione di studenti di qualità.
  • Va altresì garantita presso i dipartimenti sede di corsi di dottorato la presenza di adeguato personale dedicato al dottorato. In particolare, va garantito il supporto per la predisposizione delle pagine web dei singoli corsi di dottorato e per il loro necessario costante aggiornamento.
  • Qualunque criterio di ripartizione delle risorse dedicate al dottorato, in particolare delle borse di Ateneo, deve tener conto delle necessità formative di ciascun corso e di una valutazione della qualità del programma offerto. Quest’ultima dovrebbe basarsi sugli esiti scientifici e/o professionali dei dottori di ricerca, e sulla qualità didattico-scientifica e organizzativa di ciascun corso.
  • In confronto con Giunta e Consulta dei Corsi di Dottorato, alla luce delle esperienze maturate, verrà valutata l’eventuale opportunità di intervenire sul modello dimensionale di ripartizione delle borse di dottorato, in presenza di criticità che richiedano una riflessione e opportune correzioni, anche su aspetti particolari.
  • Va riconosciuto ai Coordinatori di Corso di Dottorato un bonus annuale in ragione del ruolo ricoperto e la possibilità di chiedere una riduzione del carico didattico.
  • Nonostante il DM45 (art.14) preveda un’Anagrafe dei dottorati e banca dati delle tesi di dottorato che contenga anche “informazioni sugli sbocchi occupazionali e sulle carriere dei dottori di ricerca”, utili ai fini della promozione dei corsi a livello nazionale e internazionale, dell’accreditamento, del monitoraggio e della valutazione, tali informazioni non risultano a oggi disponibili. È di estrema utilità per la valutazione dei corsi, e anche per aiutare i Coordinatori nella predisposizione annuale delle schede di Ateneo poter disporre di una banca dati (aperta) con informazioni su produzione scientifica e posizione professionale dei dottori di ricerca di Padova dopo il conseguimento del titolo. Per incentivare la partecipazione dei dottori nel fornire le informazioni necessarie, potrebbe essere istituito un premio di Ateneo, eventualmente articolato per macro-area, e da pubblicizzare adeguatamente nel territorio.
  • La pagina web di Ateneo dedicata al Dottorato, che deve raccordarsi con quelle dei singoli corsi, dovrà avere identica struttura e contenuti nella versione italiana e in quella in inglese.
  • La pagina web di Ateneo includerà una piattaforma informativa unificata dedicata ai dottorandi sia per gli aspetti burocratico/amministrativi (dall’ammissione fino al post-dottorato) sia per le iniziative scientifiche e culturali di interesse trasversale, nonche’ per le opportunità post-dottorato. Potrà includere anche un forum per lo scambio di informazioni pertinenti tra i dottorandi.
  • La pagina web di Ateneo includerà anche dati, materiale e collegamenti di interesse per i Coordinatori e per il personale dei Dipartimenti dedicato al dottorato.
(B) LE RISORSE PER IL DOTTORATO

L’Italia è  in posizione arretrata rispetto all’Europa e ai paesi OCSE per quota di dottorandi sul totale di studenti al livello di istruzione terziario (dati Eurostat 2019): la quota EU27 è pari al 3.77%, l’Italia è al 1.49%, la Germania al 6.4%. Ciò si accompagna alla posizione di inferiorità rispetto alle medie europea e OCSE della proporzione di cittadini in età 25-34 anni con istruzione terziaria (dati OCSE):  40% è la media sia per Europa sia per OCSE, mentre l’Italia è al 28%.

L’Università di Padova nel 2018/19 (sono i dati più recenti disponibili nel sito dell’Ateneo, sezione Dati Statistici) aveva il 2.2% di dottorandi sul totale degli iscritti a corsi di laurea triennale, magistrale e dottorato, quota superiore al valore nazionale, ma ancora ampiamente al di sotto delle medie internazionali sopra riportate.

L’ammontare della borsa di studio pure rende Padova e gli Atenei italiani scarsamente competitivi e contribuisce a rendere l’esperienza di dottorato difficilmente conciliabile con l’inizio di una vita autonoma e la formazione di una famiglia.

  • Il dottorato deve rappresentare una quota dell’offerta formativa dell’Ateneo, in linea con gli standard internazionali.
  • Il recupero di adeguate risorse per i dottorati dell’Università di Padova deve essere un compito primario, con la massima attenzione al fatto che tutte le borse (anche quelle da convenzione) garantiscano pari trattamento ai dottorandi.
  • Tra le azioni previste dal Ministero dell’Università e della Ricerca in relazione al PNRR 2021-2027, vi è l’incremento dei posti di dottorato e della loro tipologia, quale il dottorato industriale e le sue declinazioni (cfr. anche intervista alla neoministra Messa sul Sole 24ore del 18.3.21 di E.Bruno). L’Ateneo deve impegnarsi per cogliere tutte le possibilità di sviluppo in questa direzione.
  • Andranno attuate azioni concrete per potenziare l’accoglienza e le possibiità di residenza, con istituizione di un fondo dedicato.
  • Va identificato e formato personale dedicato alla guida in uscita, al reperimento di finanziamenti internazionali post doc e alla ricerca di opportunità di lavoro.
(C) FORMAZIONE ALLA RICERCA: UN PATTO TRA GENERAZIONI

Il Dottorato, terzo livello di formazione universitaria, si prende carico della preparazione culturale, scientifica e umana delle nuove generazioni di ricercatori.   Il Dottorato getta le fondamenta dell’Università e della ricerca del futuro, deve saper attrarre e coltivare talenti.

  • Selezionare per l’ammissione ai corsi di dottorato candidati che dimostrino eccellenti preparazione di base e attitudine alla ricerca, con la massima apertura a livello nazionale e internazionale.
  • Fare il dottorato presso l’Università di Padova deve essere una prospettiva attraente e prestigiosa per i migliori laureati. Nell’indagine OCSE sulla capacità dei vari paesi di attrarre talenti si vede l’Italia in quart’ultima posizione, precedendo nella classifica Grecia, Messico e Turchia. Tra gli elementi chiave di attrattività di un paese, OCSE considera: possibilità di avere una posizione, reddito e tassazione, prospettive future, livello qualitativo, possibilità di integrazione con la vita familiare, inclusività e qualità della vita.
  • Centrare ogni azione sulla persona del dottorando, di cui va rispettata e incoraggiata l’autonomia responsabile, fornendo una guida che privilegi l’a­­­­­pertura verso nuove e indipendenti direzioni di ricerca. La maturazione scientifica, professionale e umana di ciascun dottorando deve rappresentare il fuoco di ogni azione dell’Ateneo relativa al dottorato.
  • La formazione deve essere in tutte le fasi ai massimi livelli e in linea con gli standard e le prassi internazionali. Vanno offerti percorsi formativi di elevata qualità. Pur preservando le differenze nel percorso formativo dei diversi corsi, l’Ateneo deve essere vigile e garante della qualità di tale  I dottorandi saranno chiamati ad essere parte attiva di tale processo.
  • L’internazionalizzazione dei percorsi dottorali, tra gli obiettivi primari del PNRR 2021-2027, “Promuovere la dimensione internazionale dell’alta formazione e della ricerca”, va perseguita con lo scopo di rendere i dottorandi partecipi di reti di ricerca internazionali, garantendo a tutti I dottorandi pari opportunità di periodi di studio e ricerca all’estero e incoraggiando – tramite opportuno riconoscimento – le supervisioni o co-supervisioni di docenti appartenenti a istituzioni
  • Il dottorato deve essere attento all’inclusività e alla conciliazione vita-studio-lavoro.
  • La presentazione dell’offerta e la procedura per presentare domanda possono scoraggiare potenziali candidati che siano interessati anche ad altre opportunità di dottorato, in particolare all’estero. La pagina web di Ateneo, in italiano e inglese, deve contenere informazioni chiare sulla visione di Ateneo e sugli aspetti generali con cura alle indicazioni pratiche sull’iter di ammissione e sul percorso complessivo. Le pagine web dei singoli corsi di dottorato devono avere un aspetto uniforme e contenere le informazioni essenziali su: corpo docente, attività formative, alumni e loro posizione attuale.
  • L’inclusività è un aspetto che è necessario potenziare. I dottorandi devono sentirsi componente apprezzata della comunità accademica. L’accoglienza e il supporto ai dottorandi, in particolare quelli  provenienti da altri paesi, necessita di attenzione particolare. La borsa deve poter essere erogata tempestivamente e va prevista assistenza nel reperimento dell’alloggio. Le informazioni organizzative (in italiano e in inglese) devono essere facilmente reperibili nella pagina web di Ateneo e in quelle dei singoli corsi.
  • L’Ateneo ha il dovere di promuovere e tutelare l’impegno nel dottorato di docenti di elevata qualità scientifica e con comprovata attitudine alla formazione avanzata. L’attività didattica di tali docenti nel dottorato deve essere ufficialmente riconosciuta al pari degli altri compiti istituzionali, e ove possibile creditizzata. L’attuale formulazione del Regolamento sui compiti didattici dei professori e dei ricercatori, art.4 comma 3: “L’attività didattica frontale è svolta prioritariamente negli insegnamenti obbligatori dei Corsi di Laurea, dei Corsi di Laurea magistrale e dei Corsi di Laurea magistrale a ciclo unico, garantendo il fabbisogno didattico di Ateneo, sulla base della programmazione didattica e delle risorse a disposizione per la sostenibilità dei Corsi di studi” si presta all’interpretazione che l’attività nel dottorato sia secondaria. Una conseguenza grave di ciò è che le ore di didattica nel dottorato, se eccedono le 120 ore, non possono attualmente essere retribuite.  Tale Regolamento necessita di revisione.
  • Va compiuto uno sforzo per proporre definizioni condivise delle attività didattiche al dottorato (corsi, cicli di seminari,…). Dopo l’esito negativo dell’indagine sull’attivita’ didattica del 2018, nel 2019 ogni corso ha redatto due schede, una relativa all’Offerta Formativa e una relativa al Piano Formativo, che servono ad informare i nuovi dottorandi. Una analisi di queste schede potrebbe essere il punto di partenza di un nuovo doveroso tentativo di catalogare e ordinare le attività didattiche dei dottorati.
  • Insegnamenti erogati da un corso di dottorato possono essere resi fruibili anche da altri corsi di dottorato. Questo richiede adeguata programmazione, anche per la calendarizzazione delle attività da condividere.  Si possono inotre individuare attività di formazione comuni per tutti i dottorandi (anche a scelta) quali: etica della ricerca scientifica; metodi di analisi e formazione della conoscenza, dati e statistica, informatica…. Naturalmente, tali attività vanno riconosciute e possibilmente creditizzata, nonché comunicate tramite i siti web di Ateneo e dei singoli corsi.
  • Va facilitata e semplificata l’azione amministrativa rivolta alla creazione di accordi internazionali che consentano la permanenza per periodi significativamente lunghi di dottorandi stranieri nei corsi offerti da UniPD. Facciamo molte co-tutele, ma molti meno sono i dottorandi visitatori.
  • Summer e winter schools possono essere importanti occasioni per i dottorandi per allacciare contatti di ricerca internazionali e la loro organizzazione va raccordata alle iniziative dei corsi di dottorato.
  • Un’attività rilevante per la creazione di uno spazio di ricerca interdisciplinare in Ateneo è l’agevolazione per i dottorandi a organizzare in autonomia seminari trasversali.
  • Una parte cospicua della formazione del dottorando è l’attività di ricerca per la preparazione della tesi. La scelta del tema dl tema di ricerca deve essere una scelta responsabile del dottorando assieme all’indicazione del supervisore. È importante che sia garantita ai dottorandi una supervisione responsabile e attenta, secondo opportune linee guida. Va prevista l’istituzione di meccanismi di tutela dei dottorandi nel loro rapporto con il supervisore, così come avviene in genere in ambienti internazionali (ecco un esempio). La recente indagine dell’Associazione Dottorandi Italiani (ADI): rivela che queste problematiche sono tutt’altro che assenti. Naturalmente, a ciò devono accompagnarsi linee guida sulla condotta dei dottorandi, a garanzia della migliore qualità del lavoro finale.
  • È ascrivibile alla qualità e alla percezione della rilevanza del percorso dottorale anche la fase finale di discussione della tesi/esame finale. Anche a seguito delle recenti normative nazionali, questo momento non ha la solennità che merita. Spesso si hanno commissioni che valutano molte tesi di dottorato e dunque non specializzate sui temi specifici di ciascuna tesi. L’impossibilità stabilita a livello locale che i referee esterni facciano parte della commissione finale non appare in alcun modo giustificabile se si vuole attribuire all’esame finale il ruolo di momento di difesa (l’esame finale si chiama defense in Europa) dei risultati della ricerca di fronte a una commissione super-competente. Sarebbe come se la revisione finale di un lavoro su rivista non spettasse ai revisori, ma a una commissione generalista. Si ritiene quindi importante una nuova valorizzazione dell’esame finale.

 

  • Occorre che i Corsi di dottorato offrano ai potenziali candidati una chiara comunicazione delle possibilità post-dottorato (come minimo un elenco degli alumni e loro posizione corrente). Le prospettive post-dottorato sono percepite come estremamente incerte. È necessaria una forte attenzione generale (sia a livello di singoli corsi sia a livello di Ateneo) al placement dei dottori di ricerca, in ambito accademico come in ambito extra-accademico. Un raccordo con il Servizio Career Service di Ateneo appare del tutto opportuno. L’Ateneo deve altresì impegnarsi per rafforzare ulteriormente il collegamento tra formazione dottorale e imprese (e enti non accademici) tramite dottorati industriali (si rinvia al documento sui Dottorati industriali). Complessivamente, va valorizzata l’immagine pubblica del Dottorato.