Programma

Musei e Patrimonio

PREMESSA

L’Università è un luogo di cultura non solo perché produce cultura, ma anche perché detiene beni culturali: il nostro Ateneo, nel corso della sua storia secolare, ha accumulato un patrimonio di beni mobili e immobili di straordinario valore e di forte carica identitaria, al punto da poter essere definito con formula suggestiva “museo diffuso”: un Orto Botanico iscritto dal 1997 nella lista Unesco, tredici musei, numerose importanti collezioni dipartimentali, una rete di palazzi storici con i loro arredi e le loro decorazioni, un vasto archivio, biblioteche con volumi di pregio, che abbiamo il dovere di tutelare, valorizzare e condividere con la città e il territorio.

Tale patrimonio costituisce un importante strumento di ricerca, didattica e terza missione, di cui vanno esaltate e sfruttate tutte le potenzialità. 

 

SPAZI

È in corso un processo di profonda trasformazione di buona parte dei musei universitari: il Museo della Natura e dell’Uomo troverà spazio nell’area di Palazzo Cavalli, di fronte agli Scrovegni, in un luogo strategico dei percorsi di visita alla città; un nuovo Museo Botanico è in via di radicale riassetto; sono previsti spostamenti in nuove aree sia del Museo dell’Educazione che di quello di Storia della Fisica.

Azioni:
-Tutte le radicali trasformazioni in atto vanno seguite con particolare cura alla programmazione dei tempi, sia per quanto riguarda le opere edilizie e gli allestimenti che l’elaborazione degli apparati didattici e multimediali, che devono essere definiti appoggiandosi alle competenze dei referenti scientifici, delle conservatrici e dei conservatori;

-Particolare attenzione deve essere rivolta alla definizione degli spazi destinati a deposito dei reperti e ai laboratori adibiti al loro studio; non può esservi una corretta progettazione museale senza un’organizzazione dei depositi.

-Le cure doverosamente rivolte ai musei in via di rinnovamento non devono far dimenticare il resto della rete museale, nonché le preziose e delicate collezioni dipartimentali, alcune delle quali attendono ancora di essere censite e valorizzate. Il senso di una rete è proprio quello di fungere da collegamento e catena di trasmissione fra le diverse realtà, che traggono reciprocamente forza dall’azione congiunta.

 

ORTO BOTANICO

L’Orto Botanico dell’Università di Padova, fondato nel 1545, è stato iscritto nel 1997 nella lista del patrimonio mondiale, riconosciuta dall’UNESCO, con la motivazione che “è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, l’ecologia e la farmacia”. Oggi gli orti botanici di tutto il mondo rivestono un ruolo fondamentale nella conservazione della diversità vegetale. Vi sono collezioni di piante native, piante medicinali, selvatiche, l’arboreto con alberi centenari. Per potenziare queste attività nel 2014 è stato realizzato nell’area adiacente il Giardino della biodiversità, con la costruzione di nuove serre in un complesso tecnologicamente avanzato ed ecosostenibile. Dal 2016 la gestione dell’Orto Botanico è nuovamente in capo all’Università.

Azioni:
-Va sostenuta e rafforzata l’attività del Centro di Ateneo Orto Botanico nella  gestione di attività culturali e di panel scientifici;

-Va parallelamente curata la promozione di visite sia individuali che di gruppo e l’attività di comunicazione, con ulteriori iniziative di valorizzazione in vista dell’apertura del nuovo Museo Botanico

-Vanno seguiti con particolare attenzione i complessi lavori per la realizzazione del nuovo Museo Botanico.

– Vanno ampliate le iniziative di collegamento con i siti Unesco.

– Va realizzato un Piano di Gestione unitario e organico, che sostituisca i tre Piani separati attualmente in vigore.

 

MONITORAGGIO, CONSERVAZIONE PREVENTIVA, RESTAURO

L’Università ha saputo rispondere con piani edilizi dedicati alle nuove sfide scientifiche e all’ampliamento della popolazione studentesca e dei corsi di laurea, promuovendo la costruzione di edifici e complessi architettonici, che hanno coinvolto le firme dei più grandi architetti internazionali.

Restauri importanti sono stati condotti negli ultimi decenni (il Teatro anatomico, la facciata e il cortile del Bo, la sala dei Giganti nel complesso Liviano, il restauro dell’Archivio Antico, delle serre dell’Orto Botanico, il compendio di Villa Revedin Bolasco). Si è trattato di importanti operazioni condotte sulla base di emergenze di volta in volta divenute impellenti e non più procrastinabili.

Azioni:
Edifici, arredi, decorazioni, reperti e documenti devono essere scupolosamente monitorati da personale specializzato. Va previsto un piano coordinato di monitoraggio, per predisporre degli interventi di conservazione preventiva al fine di evitare restauri dettati dall’emergenza. Soprattutto l’Ateneo di Padova, che annovera al suo interno scienziati e specialisti nella diagnostica dei beni culturali, ha il dovere di predisporre un piano di azione che coinvolga in modo sistematico e non occasionale competenze assai richieste dagli enti di tutela nazionali e internazionali. Si è investito più in spettacolarizzazione della cultura che nel prendersi cura in modo scientifico e consapevole dei beni culturali, a cui è affidata non solo la memoria del nostro passato, ma una scelta etica di vera condivisione di ricerca e scienza, in tutti gli aspetti, affinché si possa consegnare alle generazioni future un patrimonio non solo materiale ma anche immateriale, in cui prassi di ricerca e di didattica costituiscono un’unità indissolubile.

-Analoga cura va riservata al materiale librario e alle carte d’archivio, spesso richiesti in consultazione da parte di studiosi di tutto il mondo e la cui digitalizzazione è divenuta ormai improcrastinabile.

 

RICERCA E DIDATTICA

Oggetti e ricerca sono intrecciati e la conservazione dei reperti va di pari passo con il loro studio: si cura ciò che si ama e i reperti che sono al centro degli interessi dei ricercatori non rischiano il degrado; la miglior tutela è la ricerca.

Azioni:
Costituisce un impegno primario la formulazione di progetti di ricerca internazionali focalizzati sui musei e sulle collezioni, anche creando reti di collaborazione con altri sistemi museali italiani ed europei

-Va potenziata la didattica universitaria applicata alle collezioni, capace di generare un circolo virtuoso sia in termini di conoscenza e amore per il patrimonio da parte dei giovani che di avanzamento della ricerca scientifica.

-Va perseguita la valorizzazione delle attività svolte all’interno dei musei dal personale docente e ricercatore per quanto concerne ricerca, didattica, consulenza scientifica e collaborazione con le conservatrici e i conservatori.

 

CATALOGAZIONE E DIGITALIZZAZIONE

Non c’è museo senza catalogo, e una delle strade maestre per la valorizzazione del patrimonio passa attraverso la catalogazione scientifica dei reperti. Esiste già un ampio bacino di schede catalografiche dei beni dell’Ateneo, ma ci sono ancora importanti collezioni da censire, catalogare e valorizzare: un tesoro nascosto che attende di essere portato alla luce e che vede nell’anniversario degli 800 anni l’occasione di un ulteriore sviluppo. La messa in rete delle schede catalografiche non è solo un efficace mezzo di condivisione dei saperi, ma uno strumento generativo di nuove linee di ricerca, perché consente di scoprire e indagare le connessioni fra reperti di diversi musei e collezioni, a livello nazionale e internazionale.

Per quanto concerne la valorizzazione del ricchissimo patrimonio bibliotecario e documentale dell’Ateneo va avviata o, dove già impostata e iniziata, promossa e coordinata, una capillare e regolare attività di digitalizzazione di materiale sia librario sia documentale, che costituisce un patrimonio insostituibile e per molti aspetti unico del nostro ateneo.

Azioni:
-Al sistema di catalogazione nazionale Sigecweb già in uso va affiancato un software che consenta un’interoperabilità e costituisca uno strumento agile e versatile, utile sia per la ricerca che per la fruizione allargata dei reperti a un pubblico più ampio.

-Va potenziata la catalogazione anche ricorrendo a contratti e assegni di ricerca dedicati.

-Va allargata la fruizione online dei reperti, anche attraverso la progettazione di mostre e itinerari virtuali.

Bisogna investire in risorse e personale affinché l’importante materiale documentale e librario possa essere reso fruibile sul sito di Ateneo o su un sito ad hoc ad esso dedicato: un primo passo potrebbe essere, oltre alla promozione di specifici percorsi formativi, anche il potenziamento della biblioteca digitale, con la possibilità di offrire gratuitamente in open access, oltre al materiale prodotto da docenti e ricercatori e alle tesi già rese disponibili in paduaresearch la messa on line ad accesso aperto dei moltissimi volumi sui quali non esistono ormai problemi di copyright e che sono però preziosissimi e di continuo interesse per gli studiosi di tutto il mondo. Con la pubblicazione on line anche delle fonti dell’Archivio Antico l’Ateneo di Padova può davvero contribuire al progetto europeo di Open Science.

 

VALORIZZAZIONE

I musei universitari hanno una natura complessa: sono, e devono restare, istituzioni vocate alla ricerca e alla didattica universitarie, strettamente connesse ai dipartimenti di riferimento; allo stesso tempo, però, va reso più stretto il loro legame con il territorio. I nuovi musei che stanno nascendo, in particolare il grande Museo della Natura e dell’Uomo, non devono sacrificare la propria vocazione scientifica a favore della sola divulgazione. È il rischio lamentato da tanti direttori di musei in Italia, costretti a un tour de force di eventi e mostre, per attirare il pubblico, che ha reso i musei degli “eventifici”, con la conseguenza di una flessione nello studio e valorizzazione delle collezioni. La sfida è quella di trovare un equilibrio fra vocazione scientifica e condivisione con un largo pubblico, nazionale e internazionale.

Azioni:
Creare una rete di collaborazione con i musei della città e della regione: l’Università deve divenire propositiva e propulsiva in tal senso, favorendo la definizione di progetti comuni e promuovendo tavoli di concertazione volti a individuare strategie di collaborazione e condivisione, dalla bigliettazione integrata all’ideazione di visite coordinate alle varie sedi museali e luoghi storici.

-Il legame con le istituzioni scolastiche, già in essere, va ulteriormente potenziato con iniziative di terza missione innovative e diversificate.

-La promozione del patrimonio non può prescindere da un più ampio coinvolgimento di studentesse e studenti che, attraverso sperimentazioni laboratoriali, devono poter partecipare in prima persona all’attività di valorizzazione, attraverso la creazione di percorsi di visita anche interdisciplinari. Prendere coscienza e approfondire la conoscenza dei beni culturali dell’Ateneo al suo interno risulta essenziale per la disseminazione all’esterno.

 

PERSONALE

I beni dell’Università di Padova sono affidati alle cure di conservatrici e conservatori in numero esiguo in rapporto alla quantità dei reperti; e, cosa ancora più grave, non esiste nelle modalità di reclutamento dell’università italiana un riconoscimento esplicito di questa essenziale funzione. I musei universitari sono tenuti a rispondere, per loro natura, a tutte e tre le missioni – ricerca, didattica e terza missione – ma anche a ottemperare a tutti gli aspetti della gestione ordinaria delle collezioni, che esulano dai compiti precipui delle università. Essi devono dunque adeguarsi alla normativa corrente in materia di beni culturali.

Azioni:
-Bisogna aumentare il numero delle conservatrici e dei conservatori per garantire un’opportuna tutela e valorizzazione del patrimonio; è necessario prevedere figure altamente qualificate, coerenti con la Carta Nazionale delle professioni museali, e promuovere anche a livello nazionale il riconoscimento dei profili professionali museali fra le professioni universitarie. L’Università di Padova può e deve assumere il ruolo di capofila in tale azione.

-Considerato il potenziamento dei musei in atto, vanno previste figure di professionisti della comunicazione digitale, essenziali per l’individuazione di efficaci strategie di promozione.

-Al fine di una condivisione delle buone pratiche, va potenziato il rapporto, già in essere, con la rete museale di Oxford e va favorita la collaborazione con altri sistemi museali nazionali e internazionali. Vanno inoltre promossi gli scambi tra figure professionali del patrimonio per quanto attiene la formazione relativa alle attività di conservazione, restauro, documentazione, educazione e valorizzazione del patrimonio culturale universitario.

 

GESTIONE MUSEI

La rete museale dell’Università di Padova deve essere gestita trovando un equilibrio fra le esigenze delle singole realtà presenti al suo interno e la necessità imprescindibile di un coordinamento, che garantisca supporto nella catalogazione, comunicazione, organizzazione delle visite e che agisca in modo che i musei “minori” (solo nel senso delle dimensioni) non siano dimenticati a favore di quelli in via di espansione e potenziamento.

Azioni:
Il Centro di Ateneo per i Musei dovrà riunire in sé le funzioni burocratiche di gestione e controllo delle complesse procedure inerenti ai prestiti e/o alla conservazione e restauro dei beni, coordinando i vari soggetti coinvolti (direttori di dipartimento, responsabili scientifici e conservatori) con lo scopo di garantire velocità ed efficacia di azione.

-Un altro obiettivo importante da perseguire a livello nazionale è la tessitura di un connettivo inter-museale universitario, oggi inesistente se non per la volontaria cooperazione di singoli, inteso come spazio operativo permanente a disposizione sia dei conservatori che dei referenti scientifici accademici, per la condivisione delle “buone pratiche”.

 

BIBLIOTECHE DI CONSERVAZIONE E COLLEZIONI LIBRARIE STORICHE

L’Ateneo di Padova possiede un patrimonio librario rilevante, in continua crescita.

Le collezioni librarie più antiche, conservate nella Biblioteca dell’Orto Botanico e nella Biblioteca Pinali Antica, saranno nuovamente consultabili dopo i lavori di ristrutturazione in corso.  Ad esse si affiancano volumi antichi presenti in altre biblioteche di Ateneo.

Azioni:
-Tale patrimonio librario, di inestimabile valore è ancora poco conosciuto e ha necessità di essere valorizzato, sia accrescendo le mostre virtuali consultabili in Phaidra, sia organizzando mostre reali, che di volta in volta permettano di approfondire la storia dei materiali e delle discipline ad essi correlati.