Programma

Terza missione – Innovazione Sviluppo e Trasferimento tecnologico

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Nella nostra visione, la Terza Missione “Innovazione, sviluppo e Trasferimento Tecnologico” deve partire dai risultati della ricerca fatta in UNIPD che possono avere un valore industriale e produttivo.

In questo senso è essenziale la consapevolezza che i risultati della ricerca anche in questo ambito sono dei veri e propri asset immateriali che possono e devono essere sfruttati dall’Università secondo un percorso di eccellenza per promuovere il benessere della società, per generare capitali da reinvestire nella ricerca stessa e per agevolare processi di internazionalizzazione dell’Università medesima.

Da un lato, quindi, è necessario adottare misure e incentivi volti a promuovere la produzione di risultati e, dall’altro lato, definire precise misure per tutelare e valorizzare gli stessi.

In generale, solo grazie alla disponibilità di strutture di eccellenza intese come sistemi integrati di servizi tecnico/amministrativi, con laboratori di alto livello e spazi adeguati nei vari dipartimenti, coadiuvati da una struttura centrale che supporti amministrativamente la gestione dei contatti con le imprese e con gli enti che commissionano e co-finanziano le ricerche e con il territorio per l’offerta di servizi (conto terzi), gestendo in modo adeguato domanda e offerta, sarà quindi possibile ottenere questi risultati.

AZIONI

  • Rivedere il ruolo e l’interazione tra strutture che già operano in Ateneo nell’ambito del Trasferimento Tecnologico: gli attuali uffici preposti a questi servizi dovranno essere valorizzati e potenziati secondo logiche di sburocratizzazione e di ridefinizione dei ruoli, compiti, responsabilità ed accresciuta professionalità.
  • Ridefinire il ruolo degli uffici interni (valorizzazione della ricerca e career service) e delle strutture esterne come UNISMART, Associazione ALUMNI, Galileo Visionary District e SMACT nelle politiche di intermediazione (promozione delle competenze universitarie, offerta servizi, placement e reperimento finanziamenti per progetti ricerca-industria) sia a livello nazionale che internazionale. Verificare e sanare potenziali sovrapposizioni tra queste strutture ed accentramenti gestionali, creando invece, laddove possibile, servizi integrati.
  • Realizzare una mappatura dei servizi, attraverso una ricognizione accurata ed una catalogazione articolata di tutte le attività presenti nei Dipartimenti e dei servizi offerti dai Centri, al fine di creare un database delle attività di Terza Missione completo, accessibile ed informativo che permetta di aumentarne la visibilità e concretizzarne le potenzialità.
  • Sviluppare un nuovo e specifico portale web della Terza Missione di Ateneo facilmente accessibile e navigabile, per rendere disponibili le informazioni delineate al punto precedente. Questo potrà essere supportato da applicativi software che agevolino la creazione di pagine web dei gruppi di ricerca, facilmente raggiungibili dal sito centrale, costantemente aggiornate perché implementabili dai singoli ricercatori.

Introdurre un sistema di keywords che, su interrogazione, reindirizzi direttamente verso le pagine dei gruppi di ricerca dei diversi laboratori che sono in grado di offrire un determinato servizio o un determinato know-how.

AZIONI

    • Aumentare il supporto ai ricercatori, sia legale che in termini di formazione ad hoc, per potenziare le attività legate all’innovazione e sviluppo che producano risultati brevettabili.
    • Potenziare da un lato il sistema di pubblicità dei bandi per finanziare le attività di brevettazione e dall’altro quello di pubblicità dei brevetti prodotti UNIPD, partendo da un database più ricco di contenuti, collegato (con link attivi) alle attività e ai risultati dei gruppi di ricerca che lavorano a risultati brevettabili e con link diretti a database nazionali esistenti sul tema (es. NETVAL).- Supportare, anche insieme a realtà integrate già operanti in questo ambito come STARTCUBE, la nascita di spin-off e startup innovative, assicurando maggiore sostegno alle idee dei ricercatori, partendo da una revisione e semplificazione degli adempimenti burocratici legati alla gestione di queste attività.

AZIONI

Nell’ottica del potenziamento e miglioramento dell’offerta di servizi conto terzi, sarà necessario rivedere l’attuale regolamento che disciplina queste attività, nonché la struttura dei Centri Interdipartimentali e di Ateneo, stabilendo anche il ruolo delle costituende WCRI per:

    • Stabilire chiaramente gli ambiti di competenza e di operatività di quelle strutture presenti in Ateneo che offrono servizi integrati, garantendo che queste attività non siano in sovrapposizione, né in conflitto con le attività conto terzi e in generale di Terza Missione svolte dai singoli Dipartimenti;
    • Ridefinire il sistema di gestione delle attività conto terzi, compresa la valorizzazione e incentivazione del PTA che vi partecipa.
    • Consolidare i rapporti esistenti con imprese e industrie incrementando il dialogo con gli attori del territorio e con quelli nazionali, supportando attivamente le politiche di attrazione dei finanziamenti anche mediante un potenziamento degli specifici uffici/servizi in Ateneo.
    • Offrire ai Dipartimenti un qualificato supporto giuridico nella stesura di contratti e nelle attività negoziali, specialmente nel caso di contratti internazionali e nella parte in cui vengono suddivisi i diritti di sfruttamento economico dei risultati della ricerca.

AZIONI

    • Implementare la rete di collaborazione/cooperazione tra associazioni di categoria, imprese e laboratori di ricerca dipartimentali.
    • Supportare la nascita e la crescita di reti per la ricerca e lo sviluppo con adeguate strutture di intermediazione e incubatori, uffici di trasferimento tecnologico e di placement, parchi scientifici, consorzi e associazioni per la Terza Missione anche in relazione a strutture esistenti ed operanti sul territorio.

AZIONI

  • Favorire linee di finanziamento e cofinanziamento volte a sostenere iniziative partecipate/congiunte di ricercatori insieme agli stakeholders in aree scientifico-disciplinari strategiche che per loro natura hanno ricadute a livello locale, stimolando il trasferimento dei saperi e delle tecnologie sul territorio e per il territorio, con l’obiettivo di generare una innovazione di sistema.
  • Creare un sistema di invio selettivo e sistematico di comunicazioni riguardanti fonti di finanziamenti, richieste di servizi provenienti dall’esterno, proposte di collaborazione, sulla base delle attività e degli interessi di ricerca, servizi Conto Terzi sulla base dei database della ricerca messi a sistema con le attività di Terza Missione.
  • Creare un Osservatorio interdisciplinare sull’Intelligenza Artificiale. L’interdisciplinarietà è una qualità intrinseca nell’A.I., coinvolge diversi tipi di “expertise” tutte presenti nell’Ateneo ed è diventata indispensabile per rispondere ai problemi complessi posti dalle nuove frontiere tecnologiche. Queste ultime, grazie soprattutto ai loro più recenti risultati nell’ambito dell’Apprendimento Automatico, dell’analisi di Grandi Moli di Dati, nella Cybersecurity, costituiscono un fondamentale fattore abilitante per l’efficace modernizzazione dei processi necessari per lo sviluppo civile, economico e sociale del Paese. Anche alla luce della spinta verso la transizione digitale proveniente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia nel settore privato che nelle pubbliche amministrazioni, l’Osservatorio costituirà il punto di aggregazione in Ateneo per molteplici e indispensabili azioni:
    • creare una comunità interdisciplinare per lo studio dei molteplici problemi legati allo sviluppo dell’AI
    • integrare le attività di ricerca e didattica soprattutto nelle applicazioni integrate dei Sistemi a Supporto delle Decisioni, in ambito economico-aziendale e giuridico-sociale.
    • favorire e monitorare la coerenza di tutte le iniziative di terza missione con il documento di revisione del “Piano Coordinato sull’Intelligenza Artificiale”, licenziato recentemente dall’Unione Europea con lo scopo di ottenere una Leadership globale dell’Unione Europea per una Intelligenza Artificiale antropocentrica.
    • favorire la migrazione dei risultati di eccellenza dai laboratori di ricerca verso il mercato e in particolare verso la piccola e media impresa, con particolare riferimento al modello delle Testing and Experimentation Facilities;
    • partecipare ad hub per l’Innovazione Digitale nel contesto delle iniziative europee, anche tramite la partecipazione alle reti di ricerca di eccellenza sull’A.I.
    • favorire l’educazione verso l’A.I., anche attraverso iniziative di long-life learning, per lo sviluppo dei cosiddetti AI ecoSystems.
  • Sviluppare partnership con imprese e/o attori pubblici per risolvere problemi generati dall’adozione di artefatti digitali. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale spaziano dai settori industriali che caratterizzano la struttura produttiva della nostra regione ai servizi pubblici come, a titolo d’esempio, la sanità o la gestione delle infrastrutture per la mobilità. Queste tecnologie, definite general purpose, svolgono un ruolo strategico nelle sfide regionali per la ripresa post-pandemia Covid-19.
  • Sviluppare progetti di co-creazione di big dataper l’attivazione di strutture di utilizzo e valorizzazione di dati con attori privati e pubblici del territorio anche a fini di ricerca scientifica per il raggiungimento degli obiettivi definiti dai Sustainable Development Goals, perseguendo una efficace modernizzazione delle procedure di ICT a supporto delle organizzazioni del territorio.
  • Potenziare le azioni e funzioni relative alla ricerca di fondi pubblici/istituzionali destinati all’innovazione tecnologica con aziende che intendono avvalersi del trasferimento tecnologico universitario attraverso la creazione di un Osservatorio sul tema dell’Industria 4.0 e dello sviluppo e innovazione. Considerati gli interessi emergenti anche nelle aziende e i molteplici canali di finanziamento dell’Unione Europea, oltre al tema specifico dell’AI sarà importante creare dei tavoli di confronto per capire le esigenze e offrire servizi tecnologici e soluzioni ad altre realtà su cui in primis anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza sta investendo, tra cui:
    • materiali innovativi
    • industria 4.0
    • decarbonizzazione dell’energia (in linea con il programma europeo di contrasto ai cambiamenti climatici)
    • mobilità elettrica (che dal 2030 sarà imposta in molti paesi europei e non solo)
    • processi circolari, riciclaggio industriale e biomasse
    • tecnologie dell’idrogeno (in linea con il programma europeo Clean Hydrogen)
    • tecnologie per l’aviazione sostenibile (in linea con programmi europei Clean Aviation e Single European Sky)
    • metrologia
  • Potenziare i tavoli di confronto con gli ordini professionali per riflettere in modo congiunto su specifiche esigenze formative che possono interessare la gestione di problemi territoriali e urbani, programmando in modo mirato la didattica finalizzata alla formazione continua.
  • Sviluppare una rete di collaborazioni con enti pubblici e stakeholders privati (p.es. compagnie assicurative) in relazione alle numerose tematiche relative al rischio ambientale, con particolare riferimento ai rischi idrogeologici, sismici e relativi alla contaminazione ambientale.
  • Sviluppare una rete di collaborazioni con enti pubblici e stakeholders privati in relazione alle numerose tematiche relative alla conservazione e valorizzazione dei beni culturali, anche nell’ampia ottica del loro sfruttamento a fini turistici.