Programma

TERZA MISSIONE TERRITORIO CULTURA E SOCIETA’

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AZIONI

  • Affiancare le imprese nella creazione di una cultura imprenditoriale basata sul rispetto ambientale e sul valore dei beni ambientali valorizzando le strutture di intermediazione di ateneo (ufficio Valorizzazione della ricerca e Trasferimento di Tecnologia, Ufficio Career Service, Alumni, Unismart, Smact).
  • Creare partnership con attori del territorio per accelerare la transizione regionale verso la neutralità climatica del sistema economico e sociale, seguendo le indicazioni della Commissione Europea per raggiungere l’impatto zero sul clima entro il 2050. L’obiettivo finale dovrebbe essere la creazione di una certificazione Unipd Zero CO2. Creare una rete con gli attori del territorio per utilizzare tutti gli strumenti economico-finanziari a disposizione a livello nazionale e sovranazionale per accelerare la transizione verso la neutralità climatica.
  • Creare partnership con imprese e attori istituzionali per progetti di ricerca europei e nazionali sull’economia circolare e sostenibilità.
  • Elaborare una politica culturale condivisa con altri attori del territorio, a partire dalle istituzioni scolastiche, mirata alla sostenibilità degli stili di vita.
  • Contribuire con azioni ludiche ed occasioni informative alla consapevolezza di un consumo responsabile e sostenibile in collaborazione con associazioni ed enti no profit del territorio.

Sostenere la nascita di spin-off e start-up in un’ottica di circolarità anche valorizzando il ruolo dell’Incubatore Universitario Start Cube

2A ) Sostenibilità sociale, economica e ambientale

AZIONI

  • Contribuire all’obiettivo del PNRR di radicale transizione ecologica per mitigare le minacce a sistemi naturali e umani, attraverso una partecipazione pro-attiva dell’Ateneo, anche in collaborazione con associazioni di categoria e imprese del settore agro-alimentare, nella tutela della biodiversità del territorio con azioni rivolte alla promozione dell’agroecologia, alla protezione e ripristino della natura, anche quella forestale, alla promozione della diversità genetica e alla riduzione di inquinamento proveniente da fertilizzanti.
  • Creare laboratori clinico-pratici (in ambito tecnico, sociologico, economico, giuridico, psicologico, sanitario, ecc.) ove realizzare processi di learning by doing nella didattica (tirocinio) e collaborazione con enti già presenti nel territorio, scuole e altre organizzazioni/istituzioni. Realizzare analisi di fattibilità su focus specifici (ad esempio, attività laboratoriali rivolte ai non abbienti, alla prevenzione degli incendi, attività cliniche per studenti di medicina).
  • Creare il Territorial Lab for Future, tavolo permanente a disposizione di enti pubblici e Associazioni rappresentative di interessi, per un confronto aperto sulle trasformazioni del territorio, in una prospettiva finalizzata alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale, luogo di ricerca, valutazione, scambio di conoscenze e saperi, e collaborazioni a processi partecipativi.
  • Valorizzare le esperienze maturate in Ateneo (come, ad esempio, Laboratorio UNICITY) sulla co-progettazione e messa in rete degli attori strategici per lo sviluppo della città tramite progettualità condivise con i quartieri urbani, accompagnate da facilitatori esperti e concepite con una logica integrata e non settoriale (urbanistica).
  • Adottare un Bilancio d’impatto sull’efficacia delle azioni positive dell’Ateneo come documento che raccoglie e individua l’impatto sul territorio di tutte le attività di ateneo rivolte allo sviluppo sociale e culturale. L’obiettivo principale del bilancio è quello di creare un Ateneo coeso con la comunità del territorio in cui opera evidenziando il “valore condiviso” prodotto dal suo agire sociale.
  • Creare un Osservatorio interdisciplinare sulla Sostenibilità sociale e ambientale, dando particolare voce ai giovani ricercatori. Questo osservatorio diventa un punto privilegiato di studio e di confronto interdisciplinare, le cui ricadute sono finalizzate a individuare e realizzare nuove attività di terza missione, e ad integrare le attività di ricerca e didattica, con un continuo processo di osmosi tra realtà esterne e attività dell’Ateneo.
  • Creare una Commissione per la Sostenibilità dedicata a monitorare le azioni di efficacia ecologica interne all’ateneo e quindi relativa a tutte le attività procedurali volte a migliorare la qualità della vita di tutta la comunità accademica. La commissione redigerà il bilancio annuale di sostenibilità secondo i principi della responsabilità ambientale e sociale.
  • Potenziare le sedi esterne dell’Università che si occupano di sostenibilità ambientale per stimolare iniziative/esperienze “green” di conoscenza e cura dell’ambiente e degli animali (es. Azienda Agraria “Lucio Toniolo” dell’Università) finalizzate anche ad una maggiore consapevolezza del rispetto della natura e del benessere animale.
  • Incentivare la creazione di reti di cooperazione con le realtà del terzo settore in una prospettiva di trasferimento e integrazione dei saperi e delle conoscenze.

 

2B) Salute e Territorio

AZIONI

  • Investire sulla tutela della salute pubblica nel territorio. Il perdurare della pandemia ha ridato centralità alla sanità come bene comune e al dovere di contribuire attivamente con la ricerca scientifica/tecnologica a rimuovere le fragilità sanitarie che caratterizzano la società attuale.
  • Sviluppare un centro per la Salute Globale per la riduzione delle diseguaglianze di salute sia a livello nazionale che internazionale. Scopo dell’attività è l’identificazione di politiche di intervento mirate alla salute della comunità grazie allo sviluppo di ricerca applicata multidisciplinare per l’individuazione di fattori avversi e protettivi. L’approccio alla salute globale non è rivolto al miglioramento del benessere individuale bensì alla salute delle comunità e della popolazione.
  • Creare una rete tra tutte le sedi dell’Università e gli operatori esterni che si occupano di territorio, cibo e salute per costruire una prospettiva di ONE HEALTH fondata su una forte relazione tra salute umana, salute animale e salute dell’ecosistema. La prospettiva One Health, attraverso un approccio multidisciplinare, è rivolta a valorizzare il ruolo scientifico di ciascuna sede universitaria dedicata alla salute del territorio (Agripolis come Polo Agro-Alimentare, Conegliano come Centro per la Viticoltura-Enologia ecc., Vicenza per la Sicurezza Alimentare) ed è indirizzata allo sviluppo di una cooperazione duratura con gli attori che ne fanno parte.
  • Salvaguardare, sempre in una prospettiva di ONE HEALTH, la salute degli animali potenziando l’Ospedale Didattico Veterinario – importante presidio di Sanità Pubblica Veterinaria – con la realizzazione in tempi brevi di un nuovo Pronto Soccorso.
  • Valorizzare le produzioni del territorio stimolando la conoscenza dei prodotti locali, tradizionali, tipici, km0, biologici attraverso visite guidate nelle aziende (latterie/caseifici, cantine, prosciuttifici ecc.) da organizzare con gli enti locali, le associazioni, le scuole per una scelta consapevole di ciò che mangiamo.
  • Incentivare la produzione di alimenti “made in UniPDe di percorsi “salute” per rafforzare l’immagine e la visibilità del nostro Ateneo, aprendo anche le sedi esterne al pubblico (es. Azienda Agraria “Lucio Toniolo”, Centro Studi per l’Ambiente Alpino San Vito di Cadore, Parco Villa Bolasco a Castelfranco Veneto).
  • Valorizzare le attività Sport e Benessere attraverso il potenziamento delle attività del Cus e la diffusione sul territorio, in cooperazione con gli enti locali, di iniziative improntate all’eduzione al benessere.

AZIONI 

  • Capitalizzare la migliore ricerca nell’ambito delle scienze dello sviluppo e dell’educazione nella creazione di servizi per la prima infanzia che, nel pieno rispetto della molteplicità dei modelli didattici ed educativi, si propongano come un servizio educativo e sociale a beneficio dei dipendenti dell’Ateneo e della comunità cittadina.
  • Istituire servizi per la prima infanzia interni all’Ateneo: a favore dei dipendenti ove siano reclutati operatori/educatori opportunamente formati, le cui competenze raccordino la ricerca con la migliore applicazione delle conoscenze scientifiche acquisite in ambito cognitivo, emotivo, affettivo e relazionale per lo sviluppo di tutte le “intelligenze” (comunicativa, linguistica, numerica, sociale, affettiva, emozionale..). Le attività saranno organizzate in laboratori educativi di coppia, e di gruppo che favoriscano il potenziamento delle capacità nel rispetto del benessere di ogni bambino. Vedi le azioni nel documento Conciliazione Vita Lavoro nel Programma.

AZIONI 

  • Realizzare una strategia comunicativa finalizzata a trasmettere alla società la fiducia nella scienza e nella ricerca. In particolare: costruire incontri seminariali per i giovani, e per tutti coloro interessati alla comprensione della realtà, di “alfabetizzazione scientifica”, miranti ad allargare la conoscenza di base dei procedimenti logico-argomentativi e matematico-statistici su cui si basa il processo decisionale nei momenti di più stretto interesse della quotidianità delle persone (salute, risparmio, previdenza).
  • Sfruttare le conoscenze e competenze scientifiche interdisciplinari di ateneo maturate in ambito didattico per la realizzazione di un sistema integrato di formazione continua Scuola-Università. L’Ateneo deve continuare ad essere parte attiva nel fornire formazione al personale scolastico territoriale, sulla base di programmi studiati specificamente per venire incontro alle diverse esigenze formative necessarie per una corretta riqualificazione delle professionalità già acquisite, nell’ottica della creazione di una “Scuola di Alta Formazione” (Next Generation).
  • Coinvolgere nei progetti di orientamento formativo gli studenti e le studentesse della scuola dell’obbligo con l’obbiettivo di sensibilizzarli alla ricerca e allo sviluppo culturale nell’ambito cittadino. I progetti potranno ad esempio riguardare sia esperienze di confronto con studenti e docenti universitari (laboratori formativi permanenti per docenti e studenti; buone pratiche di terza missione), che seminari di confronto con famiglie e territorio sui principali temi di interesse culturale educativo e sociale.
  • Valorizzare le discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) (e più in generale STEAM in cui viene privilegiato l’approccio multidisciplinare) con un’azione mirata a progetti di inclusione e di orientamento per ridurre il divario di genere e valorizzare le differenze nei talenti individuali. A titolo d’esempio, il progetto NERD-UNIPD (discipline STEM) è un’esperienza pilota in cui migliaia di ragazze di scuola media superiore possono confrontarsi con le più innovative aziende tecnologiche, così da trovare esempio e motivazione allo studio, alla ricerca e al futuro inserimento nel mondo del lavoro. Prestare attenzione anche alla disparità di genere nelle lauree in cui è presente una forte componente studentesca femminile (esempio, lauree scienze umane e sociali e patrimonio culturale e psicologia)
  • Attivare un sistema di formazione continua rivolto a tutto il personale della scuola secondaria, che preveda la costruzione di un percorso tra tutte le scuole universitarie di Ateneo e le scuole secondarie del territorio con specifici corsi formativi e programmi di scambio secondo un approccio integrato ed interdisciplinare.
  • Creare corsi di formazione sperimentali certificati dal Ministero dell’Istruzione per docenti della scuola dell’infanzia, scuole primarie e secondarie dedicati alle materie STEM, all’utilizzo di strumentazione e tecniche laboratoriali con un approfondimento sulla Sostenibilità (parte integrante e obbligatoria del programma scolastico di educazione civica a partire dall’anno 2020/2021).

AZIONI

  • Progettare una politica di sviluppo di Ateneo dell’offerta formativa post-lauream, in grado di darle coerenza e un indirizzo comune, che sia riconoscibile all’esterno nella sua specificità e originalità, e conforme anche alla struttura sociale, economica e produttiva del territorio, utilizzando gli Osservatori e il Territorial Lab.
  • Utilizzare in modo proficuo i Corsi post-lauream quali veicoli strutturali e permanenti di interazione con le attività produttive, il territorio, gli studenti lavoratori in quanto:
  1. veicolo di formazione continua post-lauream, indirizzato all’aggiornamento professionale di categorie di lavoratori altamente qualificati, spesso sulla base di accordi con il loro datore di lavoro (aziende, realtà professionali o del terzo settore, enti pubblici);
  2. veicolo di avvio al mercato del lavoro per laureati appena usciti dalla laurea triennale o magistrale, e che necessitano di una formazione specifica (diversa dal dottorato), oltre che di contatti con le realtà lavorative tramite attività di stage presso aziende.
  • Valorizzare la ricaduta della formazione post-lauream sul Pillar II (The Global Challenges and European Industrial Competitiveness) e sul Pillar III (The Innovative Europe) di Horizon Europe, entrambi i quali richiedono una stretta relazione con le realtà produttive e professionali, specialmente quelle legate ai settori maggiormente innovativi.
  • Rendere i Corsi post-lauream attrattivi per il mondo delle professioni e delle imprese, con una vasta ricaduta in termini di collaborazioni e sinergie, con risvolti economici importanti, utilizzando la Fondazione Academy come struttura di collegamento e di comunicazione con il territorio per intercettarne i bisogni di formazione.
  • Creare una classe di figure professionali ‘fidelizzate’ ad UNIPD e che in questa riconoscono un punto di riferimento per la loro formazione permanente e la loro vita lavorativa futura, con ricadute importanti in termini di volano di collaborazioni e scambio di esperienze.
  • Svolgere una oggettiva funzione sociale di effettiva introduzione al mercato del lavoro per i neo-laureati, anche provenienti da altri atenei.

AZIONI 

  • Creare una iniziativa stabile – non occasionale – distribuita nel tempo d’accordo con le istituzioni pubbliche del territorio da dedicare all’università per bambine/bambini e ragazze/ragazzi per avvicinarli al ragionamento scientifico e al pensare critico coinvolgendo, nell’attività didattica, studenti, dottorandi, ricercatori e docenti.
  • Promuovere Contamination Lab specifici per la produzione e implementazione di beni e servizi pubblici per la cittadinanza e/o per attori istituzionali coinvolgendo giovani con diverse formazioni (umanistiche, sociali, scienze esatte) in attività di problem-setting e problem-solving su temi di interesse comune.
  • Creare iniziative dedicate allo sviluppo di nuove forme artistiche ed espressive per trovare nuove forme di dialogo denominati CulturaLab.
  • Avviare, in occasione della celebrazione degli 800 anni, un progetto musicale con il Concentus Musicus Patavinus che dal 1984 svolge attività di formazione e produzione musicale. Deve divenire un CulturaLab, un luogo privilegiato d’incontro e di relazione intergenerazionale, uno spazio umano dal forte impatto sociale, segno concreto del ruolo che l’Università svolge nella comunità in cui è inserita.
  • Implementare la riflessione sul genere e sull’inclusione attraverso cicli di conferenze, di incontri, di seminari, di proiezioni, di eventi scenici e performativi, rivolti alla società civile e a tutte le componenti dell’ateneo per sviluppare una più aperta e complessa conoscenza delle dinamiche relazionali legate al genere, base necessaria per una consapevole spinta alla valorizzazione delle differenze di genere (vedi ultima azione del documento Conciliazione Vita Lavoro del Programma).
  • Valorizzare e potenziare il BoLive come strumento editoriale di divulgazione della cultura scientifica, motore di eventi culturali periodici di Unipd e strumento per la coesione della vita sociale e studentesca d’Ateneo.
  • Valorizzare e potenziare Padova University Press come strumento editoriale di riferimento di diffusione della cultura scientifica dell’Ateneo.
  • Consolidare l’impegno dell’Ateneo di Padova per la libertà accademica attraverso reti quali Scholars at Risk (SAR), anche prevedendo la costituzione di una struttura di collegamento fra Rettorato, Area Relazioni Internazionali e personale accademico e amministrativo coinvolto.
  • Riservare attenzione e valorizzazione ad iniziative diffuse di terza missione, anche individuali, che assicurino in modo prolungato nel tempo una trasmissione continuativa delle conoscenze che si sviluppano nei dipartimenti e nei centri, divenendo uno stabile e riconoscibile punto di riferimento delle politiche culturali sul territorio (: Presentazione di libri, eventi teatrali e culturali, ecc.).
  • Rafforzare il rapporto con le Istituzioni cittadine nelle iniziative d’arte. A Padova, arte e istituzioni cittadine coabitano da sempre nello spazio urbano. È una coabitazione che ha dato prova di sé anche durante la crisi sanitaria, mostrando creatività dal punto di vista sociale. Basti pensare all’intreccio tra Street Art (Padova è un centro riconosciuto), Istituzioni e finalità benefiche realizzato dal progetto “Segni della strada”, nato da street artists padovani in collaborazione con il Centro Servizio Volontariato, il Comune e la Diocesi. Quella dell’arte pubblica è una via che l’Ateneo deve percorrere con convinzione e spirito di partecipazione, come segno ulteriore del legame con la città. L’Università di Padova ha una storia di mecenatismo alle spalle che deve svilupparsi in forme sempre nuove, a vocazione nazionale e internazionale, che facciano dell’Ateneo un crocevia tra storia e futuro e un luogo fisico e simbolico di mostre e concorsi. Le sedi dell’Università di Padova caratterizzano il territorio urbano per la rilevanza architettonica ma anche per il pregio degli interventi artistici che le completano: significativa presenza di arte pubblica che integra l’habitat cittadino. La sfida è quella di proporre operazioni di rilievo, coinvolgendo necessariamente artisti e tendenze sempre nuovi e all’altezza, anche recuperando spazi urbani non più utilizzati, destinandoli ad iniziative culturali gestite dalla componente studentesca, in accordo con il Comune e le associazioni interessate. A tal fine, è fondamentale ascoltare il contributo di studentesse e studenti, il “mondo giovane” dell’Università.
  • Recuperare in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private presenti sul territorio uno spazio dismesso da destinare alle rappresentazioni teatrali dell’Ateneo.
  • Creare un Festival diffuso “800 anni e 1” per sostenere micro iniziative dipartimentali che continuino a lavorare sulla scia di quelle intraprese per i festeggiamenti degli 800 anni e ne permettano ulteriori.
  • Promuovere attività che contribuiscano al coinvolgimento della cittadinanza e delle comunità locali nella conoscenza del patrimonio storico, archeologico, artistico e culturale locale e nello sviluppo scientifico ed i suoi benefici ad esempio attraverso scavi archeologici, studio di monumenti e centri storici o paesaggi.
  • Potenziare la collaborazione con istituzioni di governo locali, associazioni culturali e musei del territorio per sviluppare attività che coinvolgano la partecipazione della cittadinanza e le comunità locali nella progettazione, sviluppo e successiva comunicazione di ricerche sulla storia e i beni culturali del territorio per favorire piani innovativi di sviluppo economico, turistico, sociale e culturale più sostenibili.